Breast Unit un valore aggiunto per la donna con tumore e per il SSN

Il tumore al seno colpisce 1 donna ogni 8 ed è la malattia oncologica femminile più diffusa nei Paesi occidentali, in particolare fra le donne di età compresa tra i 40 e i 55 anni. Il trattamento multidisciplinare e i continui progressi terapeutici che si sono ottenuti negli ultimi anni hanno cambiato la storia della malattia, aumentando significativamente le possibilità di guarigione. Studi recenti hanno mostrato che la sopravvivenza è più alta se la paziente viene curata in centri “super-specializzati” con grande esperienza per numero di casi e che rispettano severi criteri di qualità. Sulla base di questi risultati, il Parlamento europeo nel 2006 ha emesso un provvedimento che raccomanda a tutti gli Stati membri di strutturare centri certificati di cura del tumore del seno, così da garantire a tutte le donne l’accesso alle migliori cure. Di questo si è discusso lo scorso 19 dicembre a Roma, nel convegno nazionale “Awareness and Commitment for Breast Cancer in the Health System” organizzato in occasione del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea in collaborazione con l’Irccs Humanitas. L’incontro ha visto la partecipazione, oltre al Ministro della salute Beatrice Lorenzin, di rappresentanti della Commissione UE ed esperti dell’OMS. È stata un’occasione importante per fare il punto su norme, direttive e regolamenti volti a garantire servizi di qualità per le pazienti.

Entro il 2016, i Paesi europei dovranno adeguarsi certificando le Breast Unit dei propri ospedali. In Germania e Austria è già una realtà, in Italia per ora è una raccomandazione del Ministero della Salute. A oggi però, solo pochi centri italiani hanno deciso di certificarsi, volontariamente e senza alcuna ricaduta in termini di rimborsi economici da parte del Sistema Sanitario Nazionale. L’Europa raccomanda di istituire una Breast Unit ogni 300-400mila abitanti entro il 2016 e la speranza è che questo obiettivo venga raggiunto. Per questo motivo è molto importante che i rappresentanti delle strutture di eccellenza si incontrino periodicamente, al fine di mettere a confronto le proprie esperienze e gettare le basi per le ricerche cliniche future.

“La Breast Unit – ha spiegato Corrado Tinterri, direttore della Breast Unit di Humanitas – rappresenta una garanzia e un valore aggiunto per le donne che devono intraprendere un percorso di cura, che vengono seguite a 360 gradi da professionisti altamente specializzati. La Breast Unit, infatti, riunisce in sé tutti gli specialisti che a diverso titolo e con diverse competenze, si occupano di tumore al seno, dal senologo all’oncologo, dal radiologo al radioterapista, dal fisiatra allo psicologo. Inoltre risponde a determinati criteri e requisiti di qualità e applica precise linee guida al percorso diagnostico-terapeutico”. In linea con i criteri stabiliti dal Parlamento Europeo, la Breast Unit di Humanitas Cancer Center offre alla paziente un valore aggiunto in termini di qualità delle cure, comfort, percorsi dedicati e multidisciplinarietà degli specialisti, il tutto in una struttura dedicata (il Centro Donna) che tiene conto delle esigenze di ciascuna donna in un momento delicato come quello della malattia”.