Carcinoma basocellulare L’attività antitumorale di un “vecchio” antimicotico

Itraconazolo, un “vecchio” antimicotico, si delinea come potenziale agente antitumorale nei soggetti affetti da carcinoma basocellulare

In letteratura esistono alcuni studi sperimentali che evidenziano un’attività antitumorale per itraconazolo, un farmaco antimicotico ad ampio spettro, di vecchia data, a basso costo e ben studiato sotto il profilo di efficacia e sicurezza. In modelli animali, itraconazolo aveva dimostrato di rallentare la crescita tumorale, interferendo con la via di segnale Hedgehog (HH), che gioca un ruolo importante nello sviluppo di una gamma piuttosto ampia di tumori, tra i quali anche il carcinoma basocellulare (BCC), uno dei più frequenti tumori della pelle nell’uomo. Con questi presupposti è stato disegnato lo studio in aperto e di fase 2 qui presentato, che ha voluto valutare l’azione di itraconazolo in pazienti con BCC. Sono stati arruolati soggetti con uno o più BCC, con diametro della lesione >4 mm, che sono stati suddivisi in due gruppi: il gruppo A ha ricevuto itraconazolo per os 200 mg x2/die per 1 mese, il gruppo B è stato trattato con itraconazolo 100 mg x2/die per un periodo medio di 2,3 mesi. End point primario era la variazione dei marcatori tumorali (proliferazione tumorale Ki 67 e attività HH, GLI1 mRNA), mentre la variazione della dimensione tumorale costituiva l’end point secondario in un sottogruppo di soggetti con lesioni multiple. Dei 29 soggetti arruolati, 19 sono stati trattati. L’itraconazolo ha ridotto la proliferazione cellulare del 45 per cento (P =0,04), l’attività della via di segnale HH del 65 per cento (P =0,03), l’area della lesione tumorale del 24 per cento (CI 95, 18,2-30,0 per cento). Degli 8 pazienti con tumori multipli, 4 hanno ottenuto una risposta parziale e 4 un corso di malattia stabile. Per quel che riguarda la sicurezza, il trattamento con l’antimicotico si associava a due principali effetti avversi, fatigue (grado 2) e scompenso cardiaco congestizio (grado 4).

In questo studio, l’itraconazolo dimostra un’azione nei confronti del tumore basocelulare, anche nell’uomo. Varrebbe la pena quindi, partendo da questi primi risultati promettenti di disegnare studi di maggiore durata e più ampi, al fine di confrontare l’attività antitumorale di itraconazolo rispetto ad altre molecole, inibitori della via di segnale HH.

 Kim DJ, Kim J, Tang JY et al. J Clin Oncol 2014; Feb. 3. Epub ahead of print