Cefalea Il rischio aumenta tra le vittime di bullismo

Il rischio di cefalea aumenta tra gli adolescenti vittime di bullismo in età scolare

La cefalea ricorrente è una delle più frequenti manifestazioni di dolore in età scolare e adolescenziale. I dati più recenti indicano come a livello mondiale, circa il 60 per cento dei ragazzi riferisca episodi di mal di testa ricorrenti, in un periodo di osservazione di almeno 3 mesi; e sembra inoltre, che la prevalenza della cefalea ricorrente sia in aumento nel corso degli ultimi decenni. Recenti studi pubblicati in letteratura puntano l’attenzione sul ruolo di fattori sociali e psicologici, comprese le esperienze negative vissute a scuola, quali potenziali determinanti del rischio di cefalea ricorrente. In questo ambito si colloca lo studio italiano (Gini G et al. Headache 2014; 54 (6): 976-86) secondo cui, aver vissuto episodi di bullismo durante l’età scolare espone a una serie di ripercussioni negative, tra cui problemi piscologici e somatici di diversa natura e gravità che possono manifestarsi anche a distanza di molti anni. Obiettivo di questa metanalisi, che è stata condotta da un’équipe dell’Università di Padova, era quello di determinare se l’essere vittime di bullismo costituisce un fattore di rischio per cefalea nella popolazione in età scolare. Allo scopo è stata condotta una ricerca della letteratura nel mese di settembre 2013 per individuare gli studi osservazionali che si occupavano dell’associazione vittime di bullismo-cefalea; sono stati poi determinati i valori di odds ratio (OR) utilizzando un modello a effetto random. Sono stati selezionati nel complesso 20 studi per un totale di 173.775 soggetti, e di questi, 14 riporatvano dati sulla prevalenza del mal di testa: in media 32,7 per cento (range 9,1-71,7 per cento) tra i ragazzi che avevano subito atti di bullismo e 19,1 per cento (range 5,3-46,1 per cento) tra il gruppo controllo. Due differenti metanalisi sull’associazione vittime di bullismo-mal di testa sono state condotte sulla base dei dati provenienti da 3 studi longitudinali (OR 2,10 CI 95 per cento 1,19-3,71) e da 17 studi con disegno di tipo cross sectional (OR 2,00 CI 95 per cento 1,70-2,35), rispettivamente. I risultati hanno mostrato come i ragazzi (bambini e adolescenti) che hanno subito episodi di bullismo presentano un rischio significativamente più alto di cefalea, rispetto ai coetanei che non erano vittime di tali comportamenti aggressivi. Negli studi di tipo cross sectional il “peso” dell’effetto diminuiva significativamente all’aumentare della quota di femmine partecipanti allo studio.
Dunque secondo quanto ottenuto, viene confermata un’associazione positiva tra l’essere vittime di bullismo e rischio di cefalea. Alla ricerca futura spetterà il compito di chiarire se vi possano essere (e quali) determinanti ambientali in grado di influenzare questa associazione.

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