Fratture da fragilità ossea: un problema trascurato

I dati aggiornati ottenuti nell’ambito del progetto nazionale di prevenzione e informazione “STOP alle FRATTURE” (www.stopallefratture.it) sono chiari: le fratture da fragilità ossea restano poco considerate e sottovalutate da parte delle donne italiane. Si conferma pertanto ancora una volta la necessità di proseguire nella sensibilizzazione delle pazienti con osteoporosi severa.

Ma vediamo qualche dato. Dall’anamnesi di 125 pazienti fratturate, con età media di 61 anni, è emerso che l’82 per cento non aveva effettuato una valutazione densitometrica MOC pur sapendo che l’osteoporosi è particolarmente frequente nelle donne con più di 50 anni, e che soltanto il 34,4 per cento era stato valutato con una radiografia della colonna vertebrale. Questo dato, tra l’altro, è risultato sostanzialmente sovrapponibile al 32 per cento di pazienti che aveva già subito una frattura per fragilità ossea. Quindi in pratica questi numeri stanno a indicare che le donne si erano sottoposte a un’approfondita valutazione specialistica, solo dopo aver riportato una frattura. Altro dato da segnalare è che soltanto il 44 per cento delle donne con osteoporosi primaria viene trattato adeguatamente con farmaci specifici. Una grossa parte ancora delle donne resta esposta a un elevato rischio di incorrere in una nuova frattura. Questo impone un ulteriore sforzo per l’utilizzo di tutti gli strumenti disponibili affinché possa essere raggiunto un corretto grado di informazione e sensibilizzazione sui rischi legati alle fratture da fragilità.

 

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