Omega-3 nessun effetto positivo sulla progressione della maculopatia senile

La supplementazione con acidi grassi omega-3 o xantofille maculari non sembra avere effetti positivi sulla patologia e nemmeno sulla prevenzione del rischio CV

Lo studio AREDS2 era stato disegnato per valutare se si potesse aumentare il beneficio apportato dai supplementi multivitaminici e minerali, osservato nello studio principale AREDS, nel ridurre il rischio di progressione della degenerazione maculare legata all’età (DMS) in fase avanzata. Nello specifico, nell’AREDS2 sono stati aggiunti alla dieta acidi grassi omega-3 a lunga catena e due xantofille maculari, luteina e zeaxantina. Lo studio ha dimostrato come gli acidi grassi omega-3 non conferissero un vantaggio nel ridurre il rischio di progressione di DMS. Ma visto che gli omega-3 in diversi studi, sebbene a volte con risultati controversi, si sono delineati alleati della prevenzione cardiovascolare (CV) e più in generale la loro assunzione è correlata a un miglioramento dello stato di salute generale, sulla base dell’AREDS2 è stato disegnato uno studio per così dire “ancillare”, denominato COS-Cardiovascular Outcome Study (Jama Intern Med 2014; 174 (5): 763-71), per vedere se questi supplementi potessero in qualche modo apportare benefici CV. Dei 4.203 pazienti dell’AREDS2 sono stati ritenuti elegibili quelli con DMS in fase intermedia o avanzata in un occhio, con patologia CV concomitante, stabile da più di 12 mesi dal primo evento. I pazienti hanno ricevuto una supplementazione con acidi grassi omega-3 a lunga catena (350 mg di acido docosaesaenoico –DHA + 650 mg di acido eicosapentaenoico –EPA), xantofille maculari (10 mg luteina +2 mg zeaxantina), una combinazione dei due oppure placebo. I supplementi sono stati aggiunti alla terapia prevista dall’AREDS (integratori vitaminici e minerali) per la DMS. Outcome composito dello studio COS erano decesso per cause CV, infarto miocardico (IM), stroke integrati con ospedalizzazione per scompenso cardiaco, procedura interventistica di rivascolarizzazione e angina instabile. I partecipanti erano principalmente di razza bianca, coniugati e con un elevato livello di istruzione, e un età media al basale di 74 anni. Sono stati selezionati 602 eventi CV, di cui 459 rispondevano ad almeno una delle definizioni di outcome CV previste dallo studio. Ebbene l’analisi dei risultati ha portato all’osservazione che nessuna delle due supplementazioni correlava con una diminuzione del rischio CV o di uno degli outcome dello studio: rispetto all’endpoint primario per DHA+EPA, hazard ratio 0,95 (CI 95 0,78-1,17) e per luteina+zeaxantina hazard ratio 0,94 (CI 95 0,77-1,15). Il campione studiato era sufficiente per rilevare una riduzione del rischio CV del 25 per cento, con una potenza dell’80 per cento. Concludendo quindi emerge come l’aggiunta quotidiana di acidi grassi omega-3 e xantofille maculari a supplementi multivitaminici e minerali non apporti vantaggi in termini di riduzione del rischio CV nella popolazione studiata.