Terapia del dolore, serve un percorso condiviso

Nel nostro paese, dal 2010 la legge 38 sancisce per tutti i cittadini il diritto fondamentale a poter accedere alle Reti di Cure palliative e di Terapia del Dolore: tuttavia, la normativa apre una sfida che coinvolge numerosi operatori della sanità e della salute presenti sul territorio e richiede molte energie (umane, professionali, tecniche, economiche). Questo è stato il tema di un convegno che si è svolto lo scorso 8 novembre, a Rho (Milano). L’incontro è stato l’occasione per partire dalla situazione normativa della Regione Lombardia per promuovere una corretta conoscenza di questa problematica e creare un filo diretto tra gli specialisti e i pazienti, costretti a convivere ogni giorno con la sofferenza inutile e favorire la sinergia tra due reti (dolore e cure palliative) che, pur arrivando da percorsi diversi, devono necessariamente integrarsi.

In Italia il dolore cronico affligge circa 15 milioni di persone, con punte del 40% fra gli over 65 e una presenza ancora più elevata tra le donne (49% delle casalinghe). Per quel che riguarda il dolore oncologico, i dati della ricerca EPIC (European Pain In Cancer Survey) condotta su 4.824 pazienti in 12 Paesi europei, evidenziano come in Italia il 95% dei pazienti oncologici convive con il dolore e le terapie prescritte sono efficaci solo nel 16% dei casi.

“Nel 2012 la Giunta della Regione Lombardia ha deliberato la costituzione dei Dipartimenti interaziendali per le cure palliative, poiché si ravvedeva la necessità di un coordinamento delle reti locali più organico e strutturato rispetto al passato”, ha sottolineato al convegno Michele Sofia, della ASL Milano 1. “Nel 2013 in ottemperanza alla DGR IX/4610, nell’ASL Milano 1 è stato istituito un Dipartimento interaziendale che integra, al proprio interno, sia le cure palliative che la terapia del dolore, discipline queste che, nel caso ad esempio del paziente oncologico, devono necessariamente condividere uno stesso percorso terapeutico ed organizzativo”.

“Di recente la delibera regionale numero 10/2563 del 31 ottobre 2014 ha individuato il Presidio Ospedaliero di Garbagnate Milanese quale Centro di secondo livello per la terapia del dolore (Hub), con funzione di coordinamento sulla rete locale di terapia del dolore. Questo non potrà che condizionare positivamente una maggiore e fattiva integrazione fra cure palliative e terapia del dolore all’interno della struttura Dipartimentale interaziendale.”

I MMG protagonisti nella cura del dolore

Nell’ambito dell’incontro, uno spazio è stato dedicato al ruolo del Medico di Medicina Generale, quale parte attiva nella rete che considera prioritaria la cura e l’assistenza della persona e non della malattia. In molte realtà, il MMG non sempre ha piena conoscenza di tutti i trattamenti e di tutti i servizi erogati dalle strutture che operano nel proprio territorio di appartenenza e talvolta non si conoscono i centri a cui fare riferimento. Diventa fondamentale quindi la costruzione di un percorso di sensibilizzazione, che grazie alla formazione possa creare un linguaggio comune e condiviso fra MMG e specialisti del dolore.

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