Cure a “chilometro zero” grazie ai medici di famiglia

medici di famiglia

Cure a chilometro zero grazie ai Medici di famiglia. Questo è l’innovativo progetto InNov@FIMMG che la Federazione italiana dei medici di famiglia ha illustrato lo scorso 3 giugno a Roma, alla presenza del sottosegretario alla salute Vito De Filippo.
Inizia così l’era della medicina di prossimità che offre la possibilità di poter eseguire tutti gli esami più importanti per la diagnosi, il monitoraggio e la gestione delle malattie croniche quasi “a casa”.
Spirometria, elettrocardiogramma, misurazione della glicemia, monitoraggio pressorio e altro ancora, presto potranno essere effettuati nello studio del Medico di famiglia, per gestire patologie quali BPCO, malattie cardiovascolari e metaboliche, terapia del dolore, che oggi riguardano oltre un italiano su tre. Da settembre in 4 Regioni i primi 100 medici che corrispondono a un campione di 150.000 cittadini, saranno formati per avviare le prime Unità di Medicina Generale, che potranno erogare servizi di prossimità.
La BPCO è la prima paradigmatica patologia su cui i medici puntano l’attenzione: riguarda il 4,5 per cento della popolazione ed è in costante aumento soprattutto negli over 65, dove arriva a un’incidenza del 20 per cento. I costi di gestione di questa patologia si aggirano attorno a 1,8 miliardi di euro l’anno, ma potrebbero essere abbattuti di circa il 50 per cento investendo su prevenzione, diagnosi e trattamento precoce: l’80 per cento dei casi potrebbe essere gestito dal Medico di famiglia avvalendosi dello specialista solo per i casi più complessi. “Non vogliamo più aspettare che i pazienti arrivino nei nostri studi con il loro carico di sintomi, ma essere noi per primi a individuare tempestivamente le loro criticità e a gestirle correttamente, contrastando efficacemente il loro peggioramento”, ha spiegato Giacomo Milillo, segretario nazionale FIMMG. I primi 100 medici che faranno parte del progetto ‘pilota’ consentiranno di valutare se tale impostazione possa davvero rappresentare un’evoluzione in grado di offrire un concreto contributo alla sostenibilità del SSN coniugandola con maggiore qualità e fruibilità delle cure ottimizzando l’uso delle risorse. Se il progetto confermerà i risultati attesi sarà replicato anche in altre aree della cronicità. La prima fase dunque sarà formativa, ed è resa possibile grazie al contributo incondizionato di Menarini.
I medici aggregati in Unità Professionali della Medicina Generale, dotate di personale appositamente formato e di tecnologia diagnostica potrebbero apportare risparmi diretti e indiretti dell’ordine dei 3 miliardi di euro per l’intero sistema delle cure.