Generazione “Young Old”, la sfida per il futuro della nostra società

sana_longevitaGenerazione “Young Old”, la sfida per il futuro della nostra società. Aumentano i “giovani vecchi” sempre più attivi e in forma e questo comporta inevitabilmente un cambiamento negli approcci alla salute. Partendo da questo spunto e dal volume “Ancora giovani per essere vecchi” di Giangiacomo Schiavi e Carlo Vergani, edito nella collana i Grandi saggi del Corriere della Sera, si è svolto un seminario lo scorso 7 luglio a Roma, dal titolo “Sana Longevità. La ricerca medica tra Italia e Giappone” che è stato promosso dalla Fondazione Italia Giappone, con il contributo di Shionogi e il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone.

In Italia una persona su cinque ha più di 65 anni, e la vita media è di 83 anni, inferiore solo di un anno a quella del Giappone, considerato il paese più vecchio del mondo. Per una sana longevità la componente genetica conto solo per il 30 per cento, il restante 70 dipende dallo stile di vita e dall’ambiente. L’invecchiamento perciò è nelle nostre mani, e fin da bambini si può decidere se diventare “vecchi sbagliati”. E come ha sottolineato Carlo Vergani, coautore del libro “Per questo motivo è necessario individuare un approccio olistico, bio-psico-sociale che tenga conto nel tempo di fattori personali, della razza, del genere, ma anche di quelli contestuali come l’ambiente fisico e sociale in cui si vive per ottenere un modello di salute che ci permetta di invecchiare bene”. Bisogna insomma abbandonare l’idea della medicina centrata sulla singola patologia acuta, per passare a una medicina “sociale”, centrata sulla persona.