In Italia molti anziani a rischio di malnutrizione

In Italia sono molti gli anziani a rischio di malnutrizione, di carenze vitaminiche, soprattutto vitamina D, ma anche gli obesi. Per dare qualche dato, le stime attuali per la popolazione sopra i 60 anni indicano che nel nostro Paese le persone a rischio di malnutrizione sono 1,9 milioni e 9,4 milioni quelli con carenza di vitamina D.

Problematiche che rappresentano vere e proprie sfide per il futuro, e alle quali è stato dedicato il Manifesto delle criticità in nutrizione clinica e preventiva, un documento che l’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (ADI) ha promosso in occasione di EXPO2015, insieme a un network di associazioni, e che è stato illustrato nell’ambito del IV Congresso di Federanziani, che si è svolto a Rimini lo scorso novembre.

“Troppo spesso quando si parla di nutrizione e alimentazione si fa riferimento alle criticità che interessano i bambini o gli adulti, ma pochi riflettono su come si nutrono gli anziani”, ha spiegato Lucio Lucchin, promotore del Manifesto. “Partecipare al Congresso di Federanziani con il Manifesto sottoscritto insieme e con il resto delle società scientifiche aderenti (tra cui 15 associazioni di pazienti e cittadini), dimostra quanto sia necessario l’intervento in quest’ambito a tutti i livelli. Questa collaborazione iniziata prima di Expo e consolidatasi durante, continuerà per i prossimi 4 anni con l’appoggio del Ministero della Salute con il quale abbiamo già tenuto lo scorso 19 ottobre un primo tavolo tecnico, per far sì che le soluzioni proposte nel documento diventino quanto prima concrete e attuabili”.

La malnutrizione calorico proteica (MCP) è un problema clinico ed economico rilevante legato a un’alterata assunzione di calorie e/o nutrienti (per ridotta disponibilità, incapacità di mangiare o per alterazione dei processi digestivi e di assorbimento) che si presenta nel 30 per cento degli anziani al momento del ricovero. Nelle residenze per la terza età, la prevalenza della MCP si aggira mediamente intorno al 20 per cento. Vi sono poi, tantissimi anziani che soffrono di carenza di vitamina D e che presentano un rischio di mortalità superiore del 56 per cento. Questo stato carenziale può generare rachitismo, osteomalacia, osteoporosi, ipertensione, cancro e diverse malattie autoimmuni.

“La promozione di uno stile di vita sano e una corretta attività fisica negli anziani come camminare, andare in bicicletta, il nuoto o il sollevamento di pesi leggeri può ridurre l’insorgere di patologie legate all’alimentazione e soprattutto la perdita muscolare legata all’età” ha sottolineato Antonio Caretto, presidente ADI. “La restrizione calorica nella persona anziana obesa deve essere moderata (non superiore a 500 kcal/die), l’alimentazione comunque deve contenere quantità adeguate di proteine (superiori a quelle consigliate alla persona adulta giovane) a elevato valore biologico (soprattutto da legumi e pesce), adeguate quantità di calcio e vitamina D e seguire lo schema della piramide alimentare adatta agli over 65”.

 

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