Speciale EULAR 2015

eular 2015

Eular 2015Dal 10 al 13 giugno Roma ha ospitato il meeting annuale dell’EULAR (European League Against Rheumatism), uno degli appuntamenti più attesi nell’ambito della reumatologia, sia da parte dei clinici che dalle Associazioni dei pazienti. Quest’anno a Roma si sono incontrati oltre 14mila specialisti, ed è stato raggiunto il record di contributi scientifici, oltre 4.300 inviati di cui l’87 per cento accettati. Sempre per stare ancora nell’ambito dei numeri, all’appuntamento romano si sono incontrati specialisti di ben 120 Paesi, e significativa è stata la partecipazione di 1.000 reumatologi statunitensi e 600 giapponesi. Un fatto degno di nota (e di orgoglio per l’Italia) è che il nostro Paese è risultato primo per contributi scientifici di alto valore qualitativo.

Anche quest’anno tutte le malattie reumatiche sono ben rappresentate, con un’attenzione sia alle patologie più note che a quelle rare o orfane di trattamento, sia dell’adulto che del bambino. Su queste ultime, in particolare, si sta concentrando l’attenzione della ricerca grazie alla sperimentazione clinica di molecole che non hanno avuto un grande successo nella cura delle malattie principali mentre stanno vivendo una “seconda giovinezza” se utilizzate in alcune patologie rare oppure orfane di trattamento.

Un focus importante è stato dedicato alla presentazione di un position paper sull’impiego dei biosimilari in reumatologia realizzato dal Committee for people with arthritis/rheumatism (PARE). Il documento ha l’obiettivo di far conoscere i biosimilari e fornire una guida informata per i pazienti, sulla base anche delle decisioni delle principali autorità regolatorie, sia a livello europeo che statunitense. Naturalmente il documento dovrà essere adattato alle realtà locali, sulla base anche delle decisioni dei singoli sistemi sanitari, come ha precisato il presidente del congresso, professor Maurizio Cutolo, che ha anche commentato “Quello dei biosimilari rappresenta un tema ‘forte’ del meeting EULAR 2015; la loro rapida diffusione avrebbe il potenziale di offrire l’accesso a trattamenti molto costosi per un’ampia fascia di pazienti”. Il documento sottolinea gli aspetti chiave e le questioni ancora aperte nell’ambito dei biosimilari, un campo nuovo a cui tutti si stanno accostando sempre più negli ultimi anni, e che come tale è ancora in fieri.

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