Disfunzione lacrimale, l’autodiagnosi diventa “smart”

Disfunzione lacrimale, l’autodiagnosi diventa smart grazie a un test messo a punto dal Gruppo P.I.C.A.S.S.O (Partners italiani per la correzione delle alterazioni del sistema di superficie oculare), e presentato in un incontro a Milano, lo scorso 20 aprile che è stato promosso da Thea Farma.

La disfunzione lacrimale anche conosciuta come occhio secco è abbastanza frequente, tanto che secondo le stime il 12-16 per cento della popolazione, per lo più donne, soffre di qualche disturbo correlato come per esempio bruciore, secchezza, sensazione di sabbia negli occhi, fotofobia. Lo smart test attraverso poche e mirate domande permette di indirizzare il paziente che soffre di uno di questi disturbi verso il percorso diagnostico e terapeutico opportuno. L’importante è sottolineare che la disfunzione lacrimale è una patologia caratterizzata da un’infiammazione cronica, e dunque va trattata. Per ripristinare il film lacrimale, il gold standard è rappresentato dall’acido ialuronico che deve possedere una viscosità tale da essere simile a quella delle lacrime, in modo da consentire la ricostruzione di uno spessore di film lacrimale efficiente. L’uso di molecole come il trealosio che agisce sull’ambiente intracellulare e ha funzione protettiva, consente di stabilizzare la qualità dell’epitelio. La soluzione oftalmica messa a punto da Thea Farma (Thealoz Duo) possiede entrambi questi principi attivi, e protegge, idrata e lubrifica la superficie oculare, dando confort e sollievo in breve tempo.

Lo smart test si completa con alcune raccomandazioni del Gruppo P.I.C.A.S.S.O. come per esempio idratare l’occhio adeguatamente con sostituti lacrimali, evitare di trascorrere troppo tempo in luoghi secchi, evitare l’esposizione a fonti di aria o di calore, chiudere gli occhi per qualche secondo quando si legge, si lavora al computer o si è concentrati in qualche attività.