Per il tumore ovarico qualcosa sta cambiando

tumore_ovaricoPer il tumore ovarico qualcosa sta cambiando. È questo il messaggio che sintetizza lo stato dell’arte su uno dei “big killer” del nostro secolo, e che è emerso durante il convegno “Tumore ovarico: cambiare il futuro si può” (Milano, 6 maggio). L’incontro è stato promosso dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e da Acto onlus con il sostegno di Roche e AstraZeneca, in occasione della Giornata Mondiale sul tumore ovarico, che si è tenuta lo scorso 8 maggio.

Il tumore ovarico è tra i più insidiosi, in quanto asintomatico o con sintomi aspecifici. La diagnosi pertanto è spesso tardiva, e al momento non esistono efficaci sistemi di screening. Dopo anni però di “immobilità” qualcosa sta cambiando, specie sul fronte delle terapie farmacologiche e non. Il ruolo chiave della chirurgia è stato confermato, sempre meno impattante con interventi modulati in relazione al quadro osservato in sede intra-operatoria e alle condizioni cliniche della paziente. E poi ci sono le nuove terapie. Bevacizumab, un farmaco antiangiogenetico, è l’unico a essere approvato in Italia sia in prima linea che nel trattamento della recidiva platino-sensibile. I nuovi dati dello studio ROSiA mostrano come l’impiego di bevacizumab fino a 2 anni possa determinare una sopravvivenza mediana libera da progressione di 25,5 mesi, la più lunga finora riportata con questo farmaco. Altro trattamento di ultimissima generazione è quello che ha come target il deficit di ricombinazione omologa, ed è rappresentato dal Parp inibitore olaparib. Tale approccio è riservato alle pazienti con mutazione BRCA, in recidiva. Olaparib somministrato come mantenimento in seguito alla chemioterapia sembra ridurre il rischio di recidiva dell’82 per cento. Come traguardo per il futuro non possiamo non citare l’immunoncologia, che si propone di “battere” il tumore stimolando il sistema immunitario. È una strategia molto promettente che ha già dato risultati favorevoli in altri tumori, e dunque si sta iniziando a sperimentare anche per il tumore ovarico.

Accanto alle prospettive di diagnosi e terapia, non si possono trascurare le necessità delle pazienti e i bisogni non soddisfatti. A Milano, Acto onlus ha presentato il Manifesto dei bisogni e dei diritti delle pazienti, ovvero 7 punti chiave che riassumono le priorità per garantire a tutte le donne malate informazione, percorsi di diagnosi e cura equi. Per informazioni è possibile consultare il sito www.actoonlus.it.

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