Studio LIZ: gli italiani virtuosi a tavola, ma in (lieve) sovrappeso

sovrappesoStudio LIZ: gli italiani, virtuosi a tavola almeno per quel che riguarda l’assunzione di zuccheri. In estrema sintesi questi sono i risultati definitivi dello studio LIZ (Liquidi e Zuccheri), un lavoro che è stato condotto da SIMG (Società italiana di medicina generale) e NFI (Nutrition Foundation of Italy). I dati sono stati raccolti da 200 medici di famiglia di 60 province da Nord a Sud, che hanno visitato e intervistato ciascuno 10 assistiti dai 18 anni in su (scelti dagli elenchi ASL secondo un rigoroso protocollo di randomizzazione). Ma vediamo qualche dettaglio. In entrambi i sessi, la modalità di assunzione è ben distribuita tra zuccheri presenti nei singoli alimenti (frutta, latte, yogurt), zuccheri presenti negli alimenti/bevande confezionati, e zuccheri aggiunti per dolcificare (bevande calde, spremute).

La popolazione esaminata non ha ecceduto in media i livelli di assunzione di zuccheri indicati dai LARN (revisione 2014) e dalle linee guida OMS. In pratica è emerso che l’85 per cento degli uomini assume meno zuccheri della quota limite indicata dai LARN per un uomo adulto medio con un fabbisogno di 2.590 kcal/die (97g/die) e il 76 per cento delle donne assume meno degli 82 g/die stimati per una donna media con un fabbisogno di 2.200 kcal/die. Ben il 94 per cento degli uomini e delle donne è poi al di sotto della soglia raccomandata dall’OMS per gli zuccheri aggiunti (il 10 per cento delle calorie totali) e oltre il 70 per cento resta al di sotto della percentuale più restrittiva, oggi proposta, pari al 5 per cento delle calorie totali.

I partecipanti allo studio consumano frutta regolarmente, anche se in quantità inferiori rispetto alle indicazioni delle linee guida.

Un dato di interesse è quello relativo all’indice di massa corporea: il BMI calcolato per ciascun partecipante conferma come uomini e donne del LIZ siano in lieve sovrappeso. Andrea Poli, presidente dello NFI commenta così i dati: “È interessante rilevare che, anche nei bassi consumatori di zuccheri, è presente un lieve sovrappeso, di cui gli zuccheri non sono evidentemente responsabili. Questi dati suggeriscono l’opportunità di condurre, proprio a partire da un campione così ben caratterizzato come quello dello studio LIZ, studi prospettici che seguano, nell’arco di più anni, l’evoluzione delle abitudini, dei consumi e della salute. In questo modo sarebbe possibile evidenziare i fattori che, nel tempo, più contribuiscono alla genesi e all’evoluzione di sovrappeso e obesità nella popolazione adulta italiana”.

Lo studio LIZ è disponibile online sul sito dell’European Journal of Nutrition.

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