Un “mix” di proteine e vitamina D riduce la mortalità negli anziani malnutriti

Un “mix” di proteine e vitamina D riduce del 50 per cento il tasso di mortalità, nei 90 giorni successivi alla dimissione ospedaliera in una popolazione di pazienti anziani malnutriti con malattia cardiaca o polmonare. Sono queste le conclusioni dello studio NOURISH, pubblicato su Clinical Nutrition e presentato anche al 1° Congresso SINuC (Roma, 8-10 giugno). Secondo gli Autori, in questa popolazione si potrebbe salvare una vita ogni 21 pazienti che assumono supplementi nutrizionali a fini medici speciali, il che dimostra l’elevata efficacia della terapia. La malnutrizione è assai frequente tra gli anziani: fino a un anziano su 2 è malnutrito al momento del ricovero in ospedale. Molti non sanno nemmeno di esserlo: potrebbero essere di peso normale o in sovrappeso, ma hanno uno scarso tono muscolare o una bassa percentuale di massa magra. NOURISH è uno studio prospettico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo condotto negli Stati Uniti, che ha arruolato 652 soggetti malnutriti, di età pari o superiore ai 65 anni, ricoverati in ospedale e affetti da malattie cardiovascolari o polmonari. I ricercatori hanno testato gli effetti di un supplemento nutrizionale orale (Ensure® Plus Advance, Abbott) ad alto contenuto proteico (20 grammi) e contenente HMB (un derivato dell’aminoacido leucina, che si trova naturalmente nelle cellule muscolari) e vitamina D. Oltre al dimezzamento del tasso di mortalità, nei pazienti che hanno ricevuto il supplemento si sono osservati miglioramenti nel peso corporeo, nello stato nutrizionale e nei livelli di vitamina D a 30 e 60 giorni dalla dimissione ospedaliera, confermati poi anche a 90 giorni. “Lo studio NOURISH conferma chiaramente l’impatto della nutrizione clinica sulla salute. Per le persone malate e malnutrite coinvolte nello studio, la nutrizione clinica è stata fondamentale per la sopravvivenza, perché ha contribuito ad aiutare l’organismo, in particolare i muscoli, a funzionare correttamente – ha sottolineato Francesco Landi, del Centro di Medicina dell’Invecchiamento dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Questa è un’ulteriore conferma del fatto che dobbiamo cambiare i nostri standard e considerare la nutrizione clinica come parte integrante delle cure, proprio come i vaccini antinfluenzali o l’aspirina, per aiutare gli anziani che già soffrono o sono a rischio di malnutrizione e malattie croniche”.

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