Allergie in aumento, l’allarme degli allergologi italiani

Dal 12 al 14 ottobre è in programma a Palermo il Congresso nazionale dell’AIITO (Associazione Allergologi Immunologi Italiani Ospedalieri e Territoriali), durante il quale, accanto ai progressi della diagnosi e terapia delle malattie allergiche, si parlerà anche della rilevanza sociale di queste patologie. Un tema sul quale AAIITO interviene anche con un’iniziativa autonoma di informazione ed educazione sanitaria.

In Italia si stima che le allergie colpiscano 1 persona su 4, un dato che potrebbe raddoppiare entro il 2025, arrivando ad interessare una persona su due. Le allergie gravi, con rischio di anafilassisono uno degli aspetti più preoccupanti. Nel 2016 circa l’1% di tutti gli accessi al Pronto Soccorso in Italia è dovuto ad anafilassi ed è causato principalmente da reazioni allergiche sistemiche ad alimenti, punture da imenotteri e farmaci. Secondo dati del Registro Europeo Anafilassi tra il 2007 ed il 2015, in pazienti con meno di 18 anni, si registrano circa 1970 casi, con il 46% di eventi avvenuti tra le mura domestiche. Prima causa nei bambini piccoli l’allergia agli alimenti, mentre negli adolescenti sono più rilevanti imenotteri e farmaci.

Tre principali cause dell’aumento delle allergie

  • Cambiamenti climatici – effetto serra. Il riscaldamento dell’atmosfera porta a fioriture più precoci e prolungate e a un aumentato potere allergenico dei pollini. Situazione analoga riguarda le spore fungine. In Europa negli ultimi trent’anni è aumentata in modo esponenziale la distribuzione geografica di piante allergeniche infestanti.
  • Troppa igiene nel nostro stile di vita occidentale. L’esposizione a un ridotto carico antigenico nella prima infanzia per il minor numero di infezioni soprattutto alimentari e per il tipo di nutrizione, ma anche per la minore esposizione a funghi e batteri avrebbe una grande influenza sul microbioma intestinale. Ciò porterebbe a una deviazione del sistema immunitario, che attraverso la produzione di anticorpi specifici conduce alla malattia allergica. Anche l’allattamento artificiale modifica la flora microbica del neonato.
  • Il ruolo della genetica. L’influenza del fattore ambientale e dello stile di vita è maggiore nel soggetto con predisposizione genetica. Ciò non esclude che la malattia allergica possa manifestarsi in soggetti che non hanno familiarità nota o in età avanzata.
    Fonte: AAIITO

 

Allergicamente: Piano d’azione per un’allergologia sociale

A fronte di questo scenario gli allergologi di AAIITO hanno deciso di avviare “Allergicamente: Piano d’azione per un’allergologia sociale”, una campagna di informazione che utilizza soprattutto la comunicazione digitale. Attraverso e il sito web “allergicamente.it” e “facebook/allergicamente”, la società scientifica punta ad aprire un canale di dialogo diretto con il pubblico.

Sul sito e sulla pagina facebook si trovano la mappa dei centri di allergologia e le informazioni degli specialisti. La campagna proseguirà anche nel 2018 con la distribuzione di flyer informativi, in tutti i centri di allergologia affiliati ad AAIITO, con la programmazione di eventi istituzionali e di iniziative di sensibilizzazione nelle piazze italiane.

“E’ comprensibile che con un trend del genere, le allergie – spiega Antonino Musarra, Presidente AAIITO – siano un argomento di estrema attualità; anche se c’è in generale una percezione diffusa del problema, esiste probabilmente anche molta, troppa confusione. E’ nostra convinzione infatti, che pochi sappiano davvero chi è e cosa fa l’allergologo e quanto vasto e complesso sia il mondo delle allergie.

Una richiesta di visita allergologica su tre è inappropriata. 

Una ricerca inglese del 2014 ha stimato che solo 43% dei soggetti inviati allo specialista allergologo abbia test allergologici positivi, AAIITO nel 2017 ha realizzato una  valutazione analoga in Italia. Sebbene i risultati siano leggermente migliori, si evidenzia che la probabilità pre-test per patologia allergica sia nulla almeno nel 35 % dei pazienti che arrivano nello studio dell’allergologo.

“Prima di tutto– dichiara Riccardo Asero, Presidente eletto AAIITO – emerge con forza la necessità di continuare l’attività di sensibilizzazione nella popolazione e negli operatori sanitari per fare chiarezza ad esempio su cosa sono le allergie alimentari, distinguendole dalle intolleranze, così di moda al giorno d’oggi. Ma il secondo obiettivo sarà quello di spiegare a tutti, comprese le istituzioni italiane, il valore e l’importanza dell’adrenalina iniettabile, che non a caso è chiamato presidio salvavita.”

Allergologi in Italia: pochi, senza turn over e in diminuzione. 

Secondo l’ultima mappatura delle rete allergologica italiana relativa al 2017, nonostante il peso epidemiologico crescente delle patologie allergiche, si contano in totale 63 strutture tra unità operative semplici e complesse; mentre, per quanto riguarda il territorio, il rapporto stimato è di 1 ora di specialistica allergologica per ogni 32.000 abitanti. Infine il problema dei giovani allergologi è fotografato da dati AAIITO: su 180 medici specializzati in allergologia negli ultimi 5 anni, più del 50% non riesce a trovare lavoro nelle strutture di allergologia.

“Nonostante il peso epidemiologico ed il recente riconoscimento della figura dell’allergologo negli ultimi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) –  conclude Maria Beatrice Bilò, Past President AAIITO – esistono ancora diverse problematiche per le quali auspichiamo nel prossimo futuro un dialogo costruttivo con le istituzioni sanitarie italiane. Restano infatti da individuare le più opportune soluzioni per programmare uno sviluppo sostenibile di questa disciplina.”