Diabete, per la FAND non servono le detrazioni per gli alimenti speciali

“Non ci interessa questa assurda detrazione ma ci interessa che sia applicata la Legge 115 del 1987, di cui ricorre il trentennale. Ci interessa che tutte le persone con diabete ricevano le cure specialistiche e che quindi siano rafforzati e non smantellati i centri di diabetologia, che ci sia immediato accesso alle nuove opportunità di diagnosi, monitoraggio e cura, che siano rese esenti da ticket tutte le prestazioni essenziali, che siano messe a disposizione le calzature per prevenire e curare il piede diabetico”.

Questa la dura presa di posizione di Albino Bottazzo presidente di FAND – Associazione Italiana Diabetici a proposito delle norma contenuta nel decreto fiscale collegato alla legge di stabilità 2018, recentemente approvato dal Parlamento. Il decreto prevede la detraibilità delle spese per alimenti a fini medici speciali, come quelli per celiaci e diabetici.

“Non c’è alcuna raccomandazione ad usare “alimenti speciali” per il diabete da parte delle società scientifiche della diabetologia  – denuncia la FAND – e infatti negli ambulatori dove si curano le persone con diabete vengono prescritte diete che contemplano “alimenti normali” e idealmente “a chilometro zero”. Le persone con diabete dovrebbero mangiare come quelle senza il diabete, seguendo le regole auree della dieta mediterranea: cereali (meglio se integrali), legumi, ortaggi, frutta, pesce, carne. Non c’è nulla di vietato alle persone con diabete (a parte le bevande con zucchero), neppure la fetta di torta alla domenica, ma tutto andrebbe consumato con buon senso, recuperando quel sano rapporto col cibo che c’era 50 anni fa. Sono la quantità degli alimenti e il numero delle volte che nella giornata si introduce cibo che creano problemi, non questo o quell’alimento”.

E’ scientificamente provato che per la cura del diabete non esistono alimenti speciali.
Qualcuno li produce, qualcuno li vende, qualcuno li compra, ma non c’è alcuna evidenza dei loro benefici.
Concedere agevolazioni fiscali a chi consuma questi “alimenti speciali” è contrario alla scienza e alla logica clinica.