Diabete, i sensori che proteggono dall’ipoglicemia

Il traguardo finale è quello del pancreas artificiale, intanto è disponibile anche in Italia per i pazienti con diabete di tipo 1 il sistema integrato semi-automatico MiniMed™ 640G di Medtronic. Si tratta di un sistema di microinfusore e monitoraggio in continuo della glicemia, in grado di interrompere l’erogazione di insulina in tempo utile per prevenire le ipoglicemie, che ha dato ottimi risultati in una sperimentazione real life con un gruppo di adolescenti.

Un board di pediatri diabetologi ha pubblicato raccomandazioni per l’utilizzo del dispositivo MiniMed™ 640G sulla base dei risultati ottenuti con un campo educativo a cui hanno partecipato 38 adolescenti.

“Fino a poco tempo fa – spiega Andrea Scaramuzza, responsabile diabetologia pediatrica ASST di Cremona – l’utilizzo di questi dispositivi, e in particolare dei sistemi di monitoraggio in continuo del glucosio, secondo le stime più ottimistiche non interessava più del 30% dei ragazzi tra i 13 e i 18 anni. Le principali resistenze sono dovute alla necessità di indossarli costantemente, cosa che li fa vivere come ‘protesi’. A imprimere una svolta per quello che ci raccontano i pazienti che scelgono di usarli è l’accuratezza dei sensori.”

Dopo 6 mesi di campo 25 ragazzi su 38 stavano ancora utilizzando il sensore per il 70-100% del tempo, registrando per il 74% del tempo valori glicemici all’interno del target, tra 70 e 1670 mg/dL.

Sulla base di questi risultati positivi  e con l’obiettivo di creare un approccio standardizzato alla fase educativa 8 centri di diabetologia pediatrica in tutta Italia, riuniti in un Sensor Experience Board, hanno steso un documento di consenso per l’impiego del sensore glicemico nel sistema integrato, recentemente pubblicato sulla rivista Pediatric Diabetes. La versione italiana del documento sarà presentata al XXI Congresso Nazionale della SIEDP (Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica)  in programma dal 27 al 29 settembre a Padova.

In Italia si stima siano 250-300 mila le persone con diabete di tipo 1, forma che viene diagnosticata di norma prima dei 20 anni, con circa 25 mila nuovi casi ogni anno. Son circa 20.000 i bambini e i ragazzi con diabete.

“In uno studio su una popolazione di pazienti italiani dagli 8 ai 25 anni – aggiunge Scaramuzza – si è osservato che il 40% di loro raggiunge l’obiettivo terapeutico. Ma si deve pensare a quel 60% che ancora non arriva alla meta. E, in generale, mettere in campo tutto il possibile per migliorare la qualità di vita dei ragazzi e delle loro famiglie. Il sogno di tutti noi è che arrivi un pancreas artificiale inteso come uno o più strumenti che dialogano fra loro e siano in grado senza l’intervento dell’uomo di gestire la glicemia. Oggi non è ancora possibile. Ma l’utilizzo in maniera corretta del sistema integrato già disponibile dà delle performance molto simili a quelle ottenute con gli attuali modelli di pancreas artificiale secondo le esperienze pubblicate di recente in letteratura. E sono convinto che si arriverà un giorno a una macchina come quella immaginata nei nostri sogni”.