Informazione e salute, il decalogo per evitare le notizie false

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La disinformazione online è un problema globale, che riguarda tutti gli ambiti della vita sociale. La disinformazione su temi di salute e medicina in particolare crea una percezione sbagliata della realtà che sta diventando sempre più difficile da gestire da parte della comunità scientifica. Un tema di grande attualità affrontato a margine del XXI Congresso Nazionale di Cipomo (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri), tenutosi a Palermo dal 4 al 6 maggio.

In una tavola rotonda con la partecipazione di giornalisti specializzati è stato presentato un decalogo sulla sicurezza dell’informazione online riguardante la salute proposto dall’associazione dei giornalisti medico-scientifici italiani (Unamsi) e sottoscritto da Cipomo. Il decalogo contiene alcune semplici norme di comportamento per evitare di credere a notizie che non provengono da fonti attendibili e non cadere in pericolose strategie di autocura o autoprescrizione.

Maurizio Tomirotti, Past President di Cipomo, ha dichiarato: “Penso che il decalogo stilato da Unamsi sia molto valido e totalmente condivisibile. Ritengo particolarmente interessante il suo valore universale, a prescindere dalle specialità mediche e dalle patologie di volta in volta coinvolte. Credo che questa universalità sia un valore da salvaguardare, nell’interesse dei cittadini lettori e per l’opportunità che offre al coinvolgimento dell’intero mondo sanitario. Per Cipomo è un onore rappresentare un ruolo di primogenitura nell’ideazione del documento: in effetti, è proprio l’ambito oncologico quello in cui sono più devastanti gli effetti della cattiva informazione.”

Francesco Brancati Presidente Unamsi, commenta così invece la pubblicazione del decalogo: “Ci siamo resi conto, come associazione medico scientifica di informazione, di come il problema della salute su internet stia assumendo un’importanza sempre maggiore, soprattutto in termini di attendibilità della fonte. Basti pensare che, secondo una recente ricerca, ormai quasi il 90% della popolazione italiana ricerca informazioni sulla propria salute su internet, basandosi solo sulle prime pagine dei motori di ricerca.”