Ipertensione, l’aggiunta di perindopril ai betabloccanti abbassa il rischio di infarto

L’aggiunta di perindopril alla terapia beta-bloccante riduce significativamente il rischio di infarto miocardico in pazienti con ipertensione. Il dato emerge da uno studio presentato al più recente meeting della Società Europea di Ipertensione (ESH), che aveva come tema l’ipertensione e la protezione cardiovascolare.

Jasper J. Brugts e coll. del Dipartimento di Cardiologia, Erasmus MC, Rotterdam, Paesi Bassi hanno analizzato i dati provenienti da tre grandi trial: PROGRESS, ADVANCE ed EUROPA, che hanno coinvolto pazienti con una grande varietà di profili di rischio.

Nello studio PROGRESS, i pazienti avevano una storia di ictus o attacchi ischemici transitori, in ADVANCE sono stati arruolati pazienti con una storia di diabete di tipo 2 e nello studio EUROPA sono stati inclusi i pazienti con una malattia coronarica stabile.

Nel PROGRESS i pazienti sono stati randomizzati a ricevere placebo o perindopril 4 mg più indapamide 2,5 mg, i pazienti dello studio ADVANCE hanno ricevuto perindopril da 2 a 4 mg più indapamide da 0,625 a 1,25 mg e in EUROPA i pazienti sono stati trattati con perindopril 8 mg.

In questa metanalisi i ricercatori hanno incluso solo pazienti con ipertensione (n = 5.838), che sono stati randomizzati a placebo o ad un regime basato su perindopril. Sono stati quindi divisi in base all’uso di beta-bloccante al basale.

Per l’endpoint composito di mortalità cardiovascolare, infarto del miocardio e stroke, l’effetto del trattamento con l’aggiunta di perindopril a un betabloccante ha mostrato un rapporto di rischio (HR) di 0,77 (intervallo di confidenza CI 95%, 066.-0.89).

“Per l’ictus- specifica Brugts – non abbiamo visto benefici significativi del trattamento [HR, 0,90], un risultato coerente con gli studi precedenti in letteratura”.

La mortalità per tutte le cause è stata  significativamente migliorata nei pazienti con ipertensione, rispetto ai pazienti senza ipertensione al basale (HR = 0,68; 95% CI, 0,57-0,82).

La conclusione di Brugts è che “L’aggiunta di perindopril ai beta-bloccanti nei pazienti ipertesi può migliorare la sopravvivenza e abbassare il rischio di infarto miocardico”.

 

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