L’infermiere di famiglia non piace allo SNAMI

“Altamente improbabile”, così lo SNAMI (Sindacato nazionale Autonomo Medici Italiani) definisce la possibilità che alcune mansioni del Medico di Famiglia possano essere svolte dalla nuova figura professionale dell’Infermiere di Famiglia, già prevista nella riorganizzazione dell’assistenza territoriale in Piemonte e Lombardia e all’esame anche in Campania e Molise.

“Per noi – conferma Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami – l’infermiere del territorio, quando è un buon giocatore, può far parte di una squadra allenata dal Medico di Medicina Generale.”

In sostanza i medici non accettano una diminuzione del loro ruolo nell’assistenza sul territorio

“Quello che sta succedendo in Piemonte -continua Gianfranco Breccia, segretario nazionale Snami – è spia di una improvvisazione alquanto pericolosa. Si sono inventati l’infermiere di famiglia a cui è seguito il messaggio sui media che  gli infermieri farebbero quello che una volta facevano i medici condotti, andrebbero di casa in casa a seguire chi non può o non vuole muoversi e quando verificano qualche problema, in accordo con il medico specialista, invitano a fare un accertamento diagnostico”. “Mi auguro – conclude Angelo Testa – che si sia andati “fuori tema” per un eccesso di “pubblicizzazione del proprio ruolo” in un attimo di enfasi e che invece debba prevalere il buon senso di capire il profondo significato della distinzione dei ruoli, netta e separata anche se si lavora in team”.

Allarme per il 118 in Emilia Romagna

La questione dei ruoli da affidare agli infermieri nell’organizzazione dell’assistenza rimane calda. Il mese l’Ordine dei medici di Bologna ha sospeso per 6 mesi Angelo Fioritti, direttore sanitario dell’Ausl di Bologna per non aver vigilato sull’affidamento ad infermieri di attività mediche: la questione riguarda il servizio ambulanze in Emilia Romagna in alcuni casi affidato a soli infermieri.

L’Ordine dei medici di Bologna  ha segnalato che in Emilia-Romagna per ottemperare alle normative vigenti dovrebbero essere operative almeno altre 32 ambulanze con medico a bordo e quindi almeno altri 180 medici per le emergenze.

La Regione, come scrive l’Ordine dei Medici invece di assumere nuovi medici da dedicare al servizio di emergenza su gomma, ha inteso avallare “linee guida che assegnano ad operatori sanitari non medici funzioni “borderline” rispetto ad atti deontologicamente – e non solo – di stretta competenza medica, come

  • L’intervento medico  in caso di pazienti con dolore toracico, sostituendo tutta la valutazione e decisione terapeutica con una semplice valutazione a distanza di ECG.
  • La somministrazione di farmaci analgesici, secondo scale analogico visuali e non sulla base di una piena valutazione clinica, che comprenda anche la prescrizione ragionata sulla base della situazione clinica specifica del singolo paziente, ivi comprese le terapie già in atto in quel soggetto.
  • SLa somministrazione di antidoti per intossicazioni, indipendentemente dall’attivazione dell’intervento medico, nonostante non sia certo che l’intossicazione dipenda esclusivamente da stupefacenti oppiacei.
  • La somministrazione di sedativi secondo dosaggi fissi indipendentemente dalla storia del singolo paziente, in assenza di presenza e prescrizione medica ragionata sul singolo paziente.
  • Il psoizionamento di presidi per la gestione delle vie aeree, anche in soggetti all’infuori dell’ arresto cardio-circolatorio, quando sarebbe più opportuno sostenere le funzioni vitali e gestire le vie aeree quando presenti tutti i professionisti e gli strumenti clinici e farmacologici per farlo.

Dal punto di vista deontologico-medico – conclude l’Omceo di Bologna –  non è permesso affidare l’attività diagnostica ad operatori non medici o esercitare l’attività diagnostica in via indiretta, sia essa telematica che sulla base di algoritmi articolati per tentativi in progressione gradata.

Intanto però il direttivo della Società Italiana Medicina Emergenza Urgenza dell’Emilia Romagna ha espresso solidarietà e vicinanza al dottor Fioritti e per garantire una piena efficienza della loro professione ritiene imprescindibile il «governo illuminato di tutte le attività sanitarie che di fatto ad essa afferiscono»