Oggetti progettati per chi soffre di malattie reumatiche

Per chi soffre di malattie reumatiche anche semplici gesti quotidiani possono risultare complicati e causare sofferenza. Il problema riguarda in Italia oltre cinque milioni di persone in prevalenza donne. Il design può venire in soccorso di chi vive queste problematiche con oggetti progettati per facilitarne l’uso a chi ha problemi alle articolazioni. Per questo importante obiettivo si è mobilitato un team di designer del +Lab di INSTIM, unità di ricerca del Politecnico di Milano. I progetti saranno studiati con la fattiva collaborazione delle associazioni dei pazienti ANMAR (Associazione Nazionale Malati Reumatici) e APMAR (Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare).

L’iniziativa, promossa da Roche e battezzata “Noi non ci fermiamo” prevede l’apertura di un laboratorio di 3 mesi in cui i pazienti lavoreranno fianco a fianco con i designer, accompagnati nel percorso da clinici e terapisti occupazionali. Obiettivo realizzare oggetti di alta qualità pensati per facilitare la vita di chi soffre di malattie reumatiche.

“Sono tanti i limiti con cui chi soffre di malattie reumatiche si trova a fare i conti nella vita di tutti i giorni – ricorda Antonella Celano, presidente di APMAR, che ha svolto un’indagine sulla vita dei pazienti reumatici – dal lavoro (il 17% delle pazienti riporta problemi usando il mouse) al tempo libero (il 29% non riesce ad andare in bicicletta), allo svolgimento dei più semplici gesti in ambito domestico (il 20% ha difficoltà a usare il coltello, il 22% ad aprire le bottiglie). Come conseguenza della prevalenza femminile della patologia, sono le limitazioni nei piccoli gesti legati alla cura di sé a essere più sentitamente riferite nella nostra indagine: misurarsi con oggetti come trucchi, tubetti di creme o pinzette è una vera sfida che può diventare insormontabile per mani irrigidite, gonfie o doloranti; utilizzare il phon, la spazzola o il pettine è un traguardo quasi irraggiungibile per il 45% delle intervistate. Si tratta di limitazioni che possono sembrare frivole rispetto ad altri aspetti certamente più seri legati alla gestione della malattia. Ma, nel complesso, l’indagine fotografa una quotidianità fortemente compromessa, di fronte alla quale “Noi non ci fermiamo” e chiediamo ai designer aiuto per trovare risposte concrete e funzionali, capaci di generare importanti benefici”.

“Da tempo sentiamo parlare di “Design for all”, un’importante metodologia che punta alla progettazione e realizzazione di edifici, prodotti o ambienti che siano accessibili a tutti, incluse le persone con disabilità – spiega Marinella Levi, Professoressa del Politecnico di Milano e Responsabile di +Lab – Noi a questa visione abbiamo affiancato una nuova filosofia fondata sul fare insieme.”

I pazienti e designer di “Noi non ci fermiamo” svilupperanno insieme una selezione di oggetti studiati in funzione di quattro patologie reumatiche: artrite reumatoide, artrite idiopatica giovanile, sclerosi sistemica, arterite a cellule giganti.

A ottobre i risultati della co-progettazione e gli oggetti disegnati saranno messi a disposizione online sul portale di +Lab, offrendo la possibilità a chiunque fosse interessato di scaricare i file, apportando delle piccole personalizzazioni – in termini di taglia, impugnatura destra o sinistra, colore – e stampando gli oggetti, sempre in modalità 3D, a costi molto contenuti, presso strutture che offrono questo servizio.