Prevenzione, non tutte le diete con poca carne sono utili

Cambiare abitudini alimentari, aumentando la quantità di frutta, verdura e cereali e diminuendo la quantità di grassi di origine animale aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari. Tuttavia, non tutte i regimi alimentari che privilegiano i cibi di origine vegetale hanno lo stesso effetto.

Lo fanno notare in un editoriale apparso sul Journal of American College of Cardiology, Ambika Satija, dell’Harvard School of Public Health di Boston e Kim Williams, primario di Cardiologia al Rush University Medical Center di Chicago.

Satija e Williams commentano i risultati di una review su oltre 200.000 operatori sanitari statunitensi, che ha preso in considerazione dati di tre studi, partiti negli anni Ottanta e Novanta, in cui ogni 2 o 4 anni i pazienti hanno fornito indicazioni sulle loro abitudini alimentari. Entro il 2013 più di 8600 partecipanti allo studio hanno avuto un attacco cardiaco o sono morti per cause cardiovascolari.

I dati mostrano una minore incidenza di malattie cardiache in chi aveva una dieta con una maggiore presenza di frutta, verdura e cereali integrali. Tuttavia il dato cambia se si prende in considerazione il tipo di alimenti di origine vegetale consumati. Si è riscontrato infatti che un regime alimentare basato su basata su pane, pasta, patate e dolci (alimenti di origine vegetale) può essere addirittura associato a un rischio maggiore rispetto a un’alimentazione ad alto contenuto di grassi di origine animale. In pratica, per avere benefici in termini di prevenzione occorre distinguere tra alimenti di origine vegetale con effetti salutari come frutta, verdura e cereali integrali e alimenti che pur non essendo di origine animale non apportano gli stessi benefici, come, per esempio, i prodotti a base di grano raffinato.

Nell’analisi dei dati, il rischio CV è risultato più basso tra le persone con un regime alimentare che privilegia i cibi di origine vegetale sani, come frutta e verdura, legumi, noci e cereali integrali. Più in dettaglio, coloro che erano collocati statisticamente tra il 10% con un maggiore consumo di cibi vegetali sani avevano un terzo in meno di probabilità di sviluppare malattie CV rispetto a chi si collocava nel 10% con meno consumo di vegetali sani. Al contrario, il modello inverso è stato visto tra le persone che consumano grandi quantità di cibi vegetali meno salutari- come le patate, i grani raffinati (pane bianco, pasta e cracker), frutta zuccherata, succhi di frutta. Chi si colloca nel 10% con maggiore consumo di vegetali meno sani ha un terzo di probabilità in più di sviluppare una malattia CV rispetto a chi si colloca nel 10% inferiore.

“Un’alimentazione che privilegia gli alimenti di origine vegetale è utile per la prevenzione di molte malattie – spiega Williams – ma quello che molti non sanno è che non tutti i vegetali sono uguali, va considerata anche la qualità dei cibi.”