Tumore alla vescica, campagna informativa e nuove cure

Una malattia che colpisce ogni anno 26.000 persone in Italia, ma di cui solo un italiano su tre ha sentito parlare. Il tumore della vescica è l’oggetto di una campagna informativa dell’Aiom (Associazione Italiana Oncologia Medica), che mira a diffondere una migliore conoscenza di questa patologia per aumentare le possibilità di prevenzione e cura.

“Il tumore della vescica è una malattia di cui si parla ancora poco – afferma Carmine Pinto, Presidente Nazionale AIOM -. La nostra campagna ha il preciso obiettivo di aumentare il livello di consapevolezza tra tutta la popolazione. Anche questa neoplasia risente di alcuni comportamenti pericolosi, primo fra tutti il fumo. Oggi è la Giornata Mondiale senza tabacco e, proprio in questa occasione, vogliamo ricordare che le sigarette nuocciono gravemente a tutto l’organismo e non solo ai polmoni.”

La campagna, battezzata ‘Non avere TUTimore, campagna di sensibilizzazione sul Tumore Uroteliale’ prevede l’allestimento in varie città italiane di stand informativi, con l’esibizione di otto ballerini professionisti, e la distribuzione di opuscoli negli ambulatori dei Medici di Famiglia. ‘Non avere TUTimore’ è un progetto reso possibile da Roche e si tratta del primo in Italia interamente dedicato a questa neoplasia.

L’Aiom ha interpellato 1.562 persone sul tumore alla vescica. Solo il 37% ha affermato di averne sentito parlare, il 68% la ritiene una forma di cancro inguaribile e il 78% non sa che si può prevenire. Otto su dieci però vorrebbero ricevere maggiori informazioni e notizie.

Importanti notizie arrivano anche sul fronte delle nuove terapie.

«Il 78% dei pazienti italiani riesce a sconfiggere il tumore della vescica» sostiene il prof. Sergio Bracarda Direttore del Dipartimento Oncologico Azienda USL Toscana Sud-est, Arezzo e Consigliere Nazionale Aiom. «Finora questa neoplasia in fase avanzata è stata principalmente trattata con la chemioterapia, ma non sempre in modo ottimale, a causa della presenza di alcune complicanze come l’insufficienza renale. È difficile da curare perché colpisce soprattutto persone anziane e quindi spesso afflitte da altre malattie. Studi clinici hanno evidenziato, anche in questa patologia neoplastica, il ruolo dell’immunoterapia con l’introduzione di anticorpi anti-PD1 e anti-PD-L1, in grado di ripristinare la capacità del nostro sistema immunitario di riconoscere e aggredire il cancro. Questi farmaci hanno dimostrato di essere efficaci e meglio tollerati rispetto alla tradizionale chemioterapia».

A conferma di questo nuovo approccio terapeutico arriva la notizia che il Chmp (Comitato per i farmaci ad uso umano) dell’Agenzia Europea per i farmaci (EMA) ha espresso parere favorevole all’approvazione di pembrolizumab, terapia anti-PD-1, per il trattamento di pazienti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico, il più comune carcinoma della vescica.

In particolare, pembrolizumab è stato raccomandato per il trattamento del carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico nei pazienti adulti trattati in precedenza con chemioterapia con platino e per quelli non eleggibili alla chemioterapia contenente cisplatino. La raccomandazione verrà ora esaminata dalla Commissione Europea per l’autorizzazione all’immissione in commercio nell’Unione Europea. La decisione finale è prevista per il terzo quadrimestre del 2017.