Asma, il consumo di pesce può ridurre l’infiammazione bronchiale

Aumentare la quota di grassi derivati dal pesce in una dieta sana, di tipo mediterraneo, potrebbe diminuire l’infiammazione bronchiale nei ragazzi asmatici. L’indicazione viene da uno studio clinico che ha arruolato 64 bambini tra i 2 e i 14 anni con asma moderato.

Nel corso della ricerca, pubblicata su Human Nutrition and Dietetics, condotta ad Atene per conto dell’Università La Trobe di Melbourne (Australia) i ricercatori hanno integrato la dieta mediterranea con due pasti settimanali di 150 g di pesce grasso cotto (salmone, trota, sardine), confrontando gli effetti rispetto alla funzionalità dei polmoni con un gruppo di controllo che ha continuato a seguire la dieta mediterranea senza integrazione.  La funzionalità polmonare è stata valutata utilizzando la spirometria e l’infiammazione bronchiale mediante il test dell’ossido nitrico esalato.

L’analisi senza aggiustamento per fattori confondenti non ha mostrato differenze significative, tuttavia dopo aggiustamento per età, sesso, indice di massa corporea e attività fisica regolare, è stato osservato un effetto significativo sull’infiammazione dei bronchi, corrispondente a una riduzione di 14 ppb (parti per bilione) di ossido nitrico esalato (P = 0,04, β = -14,15 ppb, ICC 95% = -27,39 a -0,91). Nessuna differenza è stata osservata per la spirometria, il controllo dell’asma e la qualità della vita.

“Sappiamo già che una dieta ricca di grassi, zuccheri e sale può influenzare lo sviluppo e la progressione dell’asma nei bambini e ora abbiamo la prova che è anche possibile gestire i sintomi dell’asma attraverso un’alimentazione sana – ha commentato Maria Papamichael, de La Trobe University – Il pesce grasso è ricco di acidi grassi omega-3 che hanno proprietà anti-infiammatorie. Il nostro studio dimostra che mangiare pesce solo due volte alla settimana può ridurre significativamente l’infiammazione polmonare nei bambini con asma.”

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