Candida, prevalenza alta e scarsa aderenza alla terapia

L’infezione è molto diffusa, anche fra le adolescenti. Molte donne però non sono in grado di riconoscerla e non seguono una terapia adeguata.

Più del 75% delle donne italiane ha avuto un’infezione da Candida nell’arco della sua vita e 1 donna su 3 ha sofferto di questo problema nell’ultimo anno, eppure l’80% delle donne affette da Candida non è in grado di riconoscerla.

Un’infezione molto diffusa, ma ancora non abbastanza conosciuta. È il quadro che ci consegna l’indagine di GfK per conto di Bayer su un campione rappresentativo della popolazione italiana.

“Cattive abitudini, alimentazione sbagliata, terapie antibiotiche, o anche altre malattie come ad esempio il diabete, possono favorire la proliferazione del fungo e dar luogo a Candidosi sintomatica – spiega Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica del Centro San Raffaele Resnati di Milano – Una cura sommaria non porta alla soluzione del problema, tutt’altro. Basti pensare che recidiva circa il 40 per cento delle infezioni da Candida”.

E proprio la scarsa aderenza alla terapia è uno dei dati che emergono dall’indagine. Una volta che viene diagnosticata la candidosi e consigliata la terapia, il 4 per cento delle pazienti non inizia neppure il trattamento e, tra le donne che iniziano la cura, una su 2 interrompe la terapia prima della sua conclusione, esponendosi quindi a rischio di recidiva.

Un altro dato poco rassicurante riguarda la prevalenza dell’infezione da Candida nelle adolescenti sessualmente attive, che raggiunge il 42%. “Le vaginiti da Candida – spiega Graziottin – esplodono dopo la pubertà per il ruolo che gli estrogeni hanno sulla transizione della Candida da forma inattiva (spora) a forma patogena (ifa). Basti pensare che un terzo delle visite ambulatoriali ospedaliere delle adolescenti sono effettuate per vaginiti da Candida”.

Nell’intento di favorire l’aderenza alla terapia Bayer ha lanciato Gyno-Canesten Monodose (una capsula molle vaginale 500mg di clotrimazolo) che, con un solo trattamento, combatte la Candida.

Filippo Murina, responsabile del Servizio di Patologia del Tratto Genitale Inferiore dell’Ospedale V. Buzzi, Università di Milano, dichiara: “La conoscenza dei fattori predisponenti, precipitanti e di mantenimento è utile per inquadrare il problema. Se si è contratta la vaginite da Candida, un fattore decisamente importante nel trattamento è l’aderenza alla terapia. Una terapia locale e mirata, sicura e a mono-somministrazione garantisce il 100 per cento della compliance e restituisce il benessere intimo e psico-fisico.”

 

 

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