Carne, quale preferire nella dieta degli over 60?

Dopo i sessant’anni meglio diminuire il consumo di carni lavorate. L’indicazione viene da uno studio pubblicato su BMC medicine di un gruppo di ricerca dell’Università di Madrid che ha trovato una relazione tra il consumo di questo tipo di carne e un maggior rischio di perdita di efficienza e funzionalità degli arti inferiori negli anziani.

Gli autori sottolineano che la carne è una fonte importante di proteine e vitamina B e costituisce quindi una preziosa fonte di energia anche per gli anziani, che vanno incontro negli anni a limitazioni funzionali fisiologiche, come perdita di agilità e difficoltà di movimento. Tuttavia l’alto contenuto di acidi grassi saturi e trans li ha spinti a indagare le possibili correlazioni tra consumo di vari tipi di carne (carni rosse, carni lavorate e pollame) e limitazioni nell’agilità, nella mobilità e nella funzionalità degli arti inferiori negli anziani.

Per l’indagine è stata presa in esame una coorte di 2982 partecipanti allo studio Seniors-ENRICA. Soggetti con ≥60 anni di età e senza limitazioni funzionali. Nel periodo 2008-2010, i soggetti hanno registrato, con l’aiuto di un programma al computer, le loro abitudini alimentari e poi sono stati seguiti fino al 2015 per valutare eventuali incidenti o compromissioni nell’agilità e funzionalità degli arti inferiori.

Nel corso del follow-up sono stati identificati 625 partecipanti con ridotta agilità, 455 con ridotta mobilità e 446 con ridotta funzionalità degli arti inferiori. Dopo aggiustamento per potenziali fattori confondenti, l’assunzione di carne lavorata è risultata associata ad un rischio più elevato di agilità ridotta (HR 1,33 IC 95% 1,08-1,64, tra il terzile con il consumo più alto e quello più basso, p = 0,01 tendenziale) e a un rischio maggiore di funzione alterate degli arti inferiori (FC 1,31 IC 95% 1,02-1,68, tra il terzile con il consumo più alto e quello più basso, p = 0,04 tendenziale). Nessuna associazione significativa è stata trovata per carne rossa e pollame.

Una conferma di questi dati è venuta dalla sostituzione di una porzione al giorno di carne lavorata con una porzione al giorno di carne rossa, pollame o altre importanti fonti proteiche (pesce, legumi, latticini e noci), che ha determinato un minor rischio di compromissione dell’agilità e della funzionalità degli arti inferiori.

 

 

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