Celiachia in aumento in Italia, ma le diagnosi sono solo un terzo dei casi stimati

mappa celiachia

Dal 2007 il Ministero della Salute presenta ogni anno al Parlamento una relazione annuale sulla celiachia. Il documento riporta il numero delle diagnosi in tutte le regioni italiane. Un riferimento importante per avere un quadro della celiachia in Italia e impostare le politiche di prevenzione e cura. Nell’ultima edizione della Relazione, inviata al Parlamento il 16 gennaio scorso e riferita all’anno 2016 risultano in totale 198.427 diagnosi di celiachia, per i 2/3 relativi alla popolazione femminile e 1/3 a quella maschile.

Si tratta di un trend in crescita. Nel 2016 il numero delle nuove diagnosi è stato di 15.569, oltre 5 mila in più rispetto all’anno precedente.

fonte: Ministero della Salute, 2018

Il trend in crescita nella diagnosi è certamente da attribuire a una maggiore attenzione su questo fronte. In ogni caso, nella stessa Relazione, si sottolinea come la malattia sia ancora largamente sottodiagnosticata. La prevalenza media della celiachia nella popolazione italiana, infatti, è attualmente allo 0,33%, contro l’1% della prevalenza stimata nella popolazione mondiale. Sulla base di questo dato è verosimile che in Italia ci siano più di 400mila casi di celiachia non diagnosticati.

 fonte: Ministero della Salute, 2018

Nella relazione si ricorda che le diagnosi di celiachia sono cresciute significativamente negli anni ’90 quando è stata identificata una classe di anticorpi, chiamati anti-endomisio o EMA, con una sensibilità del 95% e una specificità del 93%. La disponibilità nella pratica clinica di un marker nel sangue periferico ha permesso di effettuare un preliminare esame non invasivo nei pazienti con sospetto clinico di celiachia, prima di inviarli alla duodenoscopia con biopsia.

L’uso degli anticorpi anti-endomisio come primo esame sierologico per la diagnosi di celiachia è stato dapprima affiancato e poi sostituito dagli anticorpi anti- transglutaminasi, che hanno una sensibilità e specificità superiori, un costo inferiore e una riproducibilità maggiore rispetto agli anti-endomisio.
 Queste caratteristiche degli anticorpi anti-transglutaminasi hanno permesso di porre diagnosi di celiachia senza ricorrere alla biopsia in selezionati casi pediatrici

Il maggiore impegno sul fronte delle diagnosi è sottolineato anche dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che nella prefazione alla Relazione ricorda: “sono stati realizzati diversi interventi mirati a garantire il celiaco durante il percorso diagnostico, condividendo con le Regioni i requisiti tecnici, professionali ed organizzativi minimi per l’individuazione dei presidi sanitari deputati sul territorio alla diagnosi di celiachia”

Caterina Pilo direttore generale dell’Associazione italiana celiachia (Aic), ricorda che “La celiachia è ancora una malattia in gran parte ‘sommersa’ e la sfida maggiore per il 2018 è proprio garantire l’applicazione del nuovo protocollo per la diagnosi su tutto il territorio nazionale. In Italia attendiamo 600mila casi di celiachia, considerando che la prevalenza della malattia è dell’1% sulla popolazione, ma siamo ancora intorno a un terzo delle diagnosi fatte. Le diagnosi crescono grazie alle nuove tecniche e la maggiore sensibilizzazione delle persone, ma bisogna lavorare ancora molto. Innanzitutto applicando su tutto il territorio il nuovo protocollo per la diagnosi approntato dal ministero e che non è applicato ovunque”.

Giuseppe di Fabio, presidente AIC sottolinea le differenze di genere: “Su oltre 198mila casi, 140mila sono donne. Il monitoraggio dei sintomi specifici delle donne, quindi, resta una strategia sempre valida”. E tra gli obiettivi futuri indica il superamento delle differenze regionali: “Vorrei vedere uniformità di diagnosi tra le diverse regioni e pari trattamento. La Relazione invece ci mostra che si ha più possibilità di ricevere una diagnosi di celiachia a seconda di dove si vive, mentre i pazienti sono uguali ovunque e meritano pari assistenza”.

Maggiori approfondimenti sulla celiachia, gli aspetti nutrizionali e materiale informativo per i pazienti sono reperibili sul sito del Dr. Schär Institute