Declino Cognitivo Lieve, nuove opportunità dall’approccio nutrizionale

declino cognitivo

Il ruolo della dieta nello sviluppo di malattie neurodegenerative come demenza e Alzheimer è da tempo al centro dell’attenzione dei ricercatori, così come il possibile uso di supplementi nutrizionali per fermare o rallentare il decorso di queste malattie.

Recentemente sulla rivista Lancet Neurology sono usciti i risultati dello studio LipiDiDiet, il primo trial clinico volto a documentare l’efficacia di un trattamento nutrizionale specifico in questo settore.

Lo studio LipiDiDiet ha coinvolto 311 pazienti, reclutati in 11 centri di quattro nazioni (Finlandia, Germania, Olanda e Svezia). I soggetti avevano i prodromi della malattia di Alzheimer definiti secondo i criteri proposti dall’International Working Group (IWG-1). I partecipanti sono stati divisi random in due gruppi, uno dei quali ha assunto una volta al giorno 125 mL di Souvenaid (Nutricia) una miscela brevettata di nutrienti attivi, tra cui acidi grassi omega-3, colina, uridina monofostato, fosfolipidi, antiossidanti e vitamine del gruppo B.

Il trattamento nutrizionale si è dimostrato in grado di preservare il tessuto cerebrale, stabilizzare le funzioni cognitive e la capacità di svolgere le normali attività quotidiane.

Il Declino Cognitivo Lieve, da considerarsi campanello di allarme per lo sviluppo futuro di una demenza, riguarda fino al 25% della popolazione oltre i 60 anni di età. In una ricerca condotta da Doxa Pharma su un campione di 500 persone di età compresa tra i 50 e i 75 anni, il Medico di Medicina Generale è risultato il primo referente per richiedere informazioni specifiche sul Declino Cognitivo Lieve. “Il Medico di Medicina Generale ha il vantaggio di seguire il paziente nel tempo e quindi di conoscerne la storia. Si fa una prima valutazione e, in caso di sospetto declino, si rimanda al neurologo o al geriatra per ulteriori accertamenti diagnostici e per la definizione del percorso terapeutico più idoneo”  conferma Ovidio Brignoli, vice presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG).

“Ci sono dei segnali che non devono preoccupare, ma destare attenzione. La perdita di memoria è uno di questi e va distinto dalle normali dimenticanze dettate da stress o stanchezza – afferma Stefano Cappa, presidente della SINdem, Associazione autonoma aderente alla SIN (Società Italiana di Neurologia) per le demenze – Sicuramente la ripetitività degli episodi e la progressione del disturbo, che vanno a incidere sulla gestione delle attività quotidiane, sono il sintomo più rilevante. A quel punto è importante fare una diagnosi”.

Lo studio LiPiDiet offre una possibilità nuova di trattamento dei primi sintomi di declino cognitivo.

“I risultati di questo studio – aggiunge Cappa – sono ancora più importanti se si pensa che non esistono a oggi delle terapie farmacologiche per il trattamento del Declino Cognitivo Lieve. In un simile contesto, avere un trattamento di ‘farmaco-nutrizione’ efficace, quale è Souvenaid, è di primaria importanza per la gestione del paziente. La farmaco-nutrizione rappresenta una nuova frontiera che coniuga i benefici di un trattamento nutrizionale specifico e altamente tollerato con l’efficacia validata da studi clinici, tipici di un farmaco”

In occasione della presentazione dello studio, Nutricia Italia si è fatta promotrice di una campagna di sensibilizzazione sull’importanza di riconoscere precocemente il Declino Cognitivo Lieve attraverso un sito web dedicato www.dovehomessolatesta.nutricia.it all’interno del quale sarà possibile ricevere informazioni sul tema e sulle attività di informazione sul territorio nazionale.

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