Diabete tipo 2, il consumo di latte e derivati abbassa il rischio?

Un nuovo studio internazionale, che ha analizzato ampi dati di popolazione provenienti da diversi paesi, ha trovato un’associazione fra consumo di latte e derivati e un minor rischio di diabete di tipo 2.

Un team composto da ricercatori dell’Università di Cambrige (UK) e della Tufts University di Boston, Massachusetts (USA) hanno esaminato 16 studi prospettici, del progetto FORCE (Fatty Acids and Outcomes Research Consortium) che ha arruolato più di 60.000 persone in 12 nazioni con stili di vita occidentali (Stati Uniti, sette nazioni europee, Australia e Taiwan). I ricercatori hanno indagato la relazione tra la presenza di alcuni biomarker di acidi grassi derivati da latte e latticini e rischio di diabete di tipo 2. Lo studio è stato pubblicato su PLOS Medicine.

In totale, sono stati valutati 63.682 partecipanti di diverse fasce d’età e con diversi BMI (Body Mass Index). I biomarker considerati sono stati acido pentadecanoico , acido eptadecanoico e acido trans-palmitoleico, che riflettono il consumo di grassi da latticini come latte e formaggio.

All’inizio dello studio nessuno dei partecipanti aveva il diabete di tipo 2, nel corso di un follow up medio di 9 anni 15.180 persone hanno sviluppato la malattia.

All’analisi statistica sono stati applicati diversi “aggiustamenti” considerando fattori come età, sesso, BMI, etnia e altre specifiche caratteristiche delle diverse coorti. Il risultato ha mostrato che le persone con i più alti livelli di tutti e tre gli acidi grassi (il più alto dei quintili) avevano un rischio inferiore del 35% di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto alle persone nel quintile più basso.

Va specificato che i biomarker utilizzati in questo studio non consentono di distinguere tra le diverse fonti alimentari degli acidi grassi (come formaggio, yogurt, latte).

Da rivedere le raccomandazioni sul consumo di latte e formaggi?

I risultati di questo studio alimentano ulteriormente la discussione in corso sul ruolo di latte,  burro e formaggi nelle raccomandazioni alimentari, in relazione alla prevenzione dei disordini metabolici e delle diverse patologie connesse, come quelle cardiovascolari.

All’ESC 2018, il congresso della Società Europea di Cardiologia, ad esempio, una nuova metanalisi di studi precedenti ha mostrato che il consumo di latte e latticini ha un effetto protettivo sulla mortalità generale e su quella per cause cardiovascolari (anche se non sulla malattia coronarica).

 Dariush Mozaffarian, della Tufts University, precisa: “Mentre i prodotti lattiero-caseari sono raccomandati come parte di una dieta sana, le linee guida statunitensi e internazionali raccomandano generalmente prodotti a basso contenuto di grassi o non grassi a causa di preoccupazioni sugli effetti calorie più alte o grassi saturi. Questi ultimi risultati, basati sulla misurazione dei biomarcatori di acidi grassi, suggeriscono la necessità di riesaminare i potenziali benefici metabolici dei grassi alimentari che vendongo dal latte o degli alimenti ricchi di grassi caseari, come il formaggio.”

 

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