Dieta mediterranea, nuovi dati sui benefici per gli anziani

Rimanere fedeli alla dieta mediterranea anche dopo i 65 anni di età allunga la vita. Sono le conclusioni a cui arrivano Marialaura Bonaccio e colleghi del dipartimento di epidemiologia e prevenzione del Neuromed di Pozzilli (IS), dopo uno studio longitudinale, pubblicato sul British Journal of Nutrition. La ricerca ha coinvolto 5200 persone over 65, reclutate nello studio di popolazione Moli-sani (2005–2010). Per valutare l’adesione di questi soggetti alla dieta mediterranea è stato assegnato un punteggio con i criteri della Mediterranean Diet Scale (MDS), uno strumento di valutazione proposto in uno studio sulla popolazione greca (Trichopoulou et al, 2003).

La Mediterranean Diet Scale

Con la scala MDS si considera la media di consumo, differenziata per sesso, di alimenti salutari della dieta mediterranea (verdure, legumi, frutta e noci, cereali e pesce) e di alimenti da limitare (carne, pollame e prodotti caseari). Per i primi si assegna un punteggio 0 a chi ha un consumo inferiore alla media e 1 punto a chi ha un consumo pari o superiore alla media, mentre per i secondi, all’inverso, si assegna 1 punto al consumo inferiore alla media e 0 punti a chi ha un consumo pari o superiore alla media.

Inoltre, viene valutato anche l’introito di alcol, con 1 punto per un consumo tra 10 e 50 g al giorno per gli uomini e tra 5 e 25 g al giorno per le donne. Infine, si valuta il rapporto tra lipidi monoinsaturi e lipidi saturi nella dieta. Il punteggio totale della dieta mediterranea varia da 0 (minima aderenza alla dieta mediterranea) a 9 (massima aderenza).

Per avere un’idea dei parametri di riferimento applicati la tabella qui sotto riporta i valori medi di consumo considerati per attribuire i punteggi MDS.

Consumo medio di alcuni gruppi di alimenti in relazione al Mediterranean Diet Score

Alimenti consumo medio (g/giorno) uomini consumo medio (g/giorno) donne
Verdure 549,9 499,6
Legumi 9,1 6,7
Frutta 362,5 356,3
Latticini 196,7 191,1
Cereali 177,7 139,7
Carne 120,8 89,8
Pesce 23,7 18,8
Olio d’oliva 45,5 38,7
Patate 88,7 65,8
Uova 16,3 14,1
Dolci 22,8 20,1
Bevande non alcoliche 337,5 250,5
Lipidi monoinsaturi 55,9 46,5
Lipidi saturi 33,1 27,0
Lipidi polinsaturi 15,0 12,6
Estratto da A. Trichopoulou et al. Adherence to a Mediterranean Diet and Survival in a Greek Population, N Engl J Med 2003; 348:2599-2608 (table 2)

I risultati dello studio italiano

Durante un follow-up mediano di 8 anni nel campione anziano della popolazione dello studio Moli-sani, si sono verificati 900 decessi. Un aumento di un punto della MDS è stato associato a un minor rischio di mortalità tutte le cause (HR= 0,94; IC 95% 0,90-0,98) per malattia coronarica /cerebrovascolare (HR= 0,91; IC 95% 0,83-0,99) e per cause non cardiovascolari/ non tumorali (HR = 0,89; 95% CI 0,81-0,96).

I risultati di questo studio sono poi stati inseriti in una meta-analisi di sette studi prospettici per un totale di 11.738 partecipanti e 3.874 decessi. Anche in questa ricerca l’incremento di un punto nella MDS era associato a un rischio inferiore del 5% (4-7%) di morte per tutte le cause.

In conclusione, spiegano gli autori, lo studio prospettico di coorte e la meta-analisi hanno dimostrato che una maggiore aderenza alla dieta mediterranea è associata alla sopravvivenza prolungata negli anziani, suggerendo l’opportunità per le persone anziane di adottare o preservare la dieta mediterranea per massimizzare le prospettive di sopravvivenza.

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