I cereali integrali abbassano il rischio di diabete di tipo 2

Un ampio studio di popolazione in Danimarca ha confermato con nuovi dati la correlazione tra consumo di alimenti integrali e minor rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Aumentare la quota di alimenti prodotti con farine integrali (pane integrale, pane di segale, farina d’avena, muesli) potrebbe essere una strategia vincente per prevenire il diabete di tipo 2.

Lo studio danese

La ricerca, pubblicata sul numero di settembre del Journal of Nutrition, ha utilizzato una sottopopolazione del Danish Diet, Cancer, and Health Cohort. Si tratta di 26.251 uomini e 29.214 donne delle città di Copenaghen e Aarhus, arruolati nel periodo 1993-1997. I partecipanti hanno compilato un questionario sullo stile di vita, che includeva domande sul fumo e sull’esercizio fisico e un questionario sulla frequenza di consumo di 192 alimenti.

Il consumo medio di alimenti integrali è risultato di 42 g/die per gli uomini e 34 g/die per le donne. I partecipanti sono stati poi suddivisi secondo la quantità di cereali integrali consumati, dal quartile a più basso consumo (27 g/die per gli uomini e 24 g/die per le donne) a quello con il maggior intake di alimenti integrali (60 g/die per gli uomini e 50.8 g/die per le donne).

Durante un follow-up medio di 15 anni il diabete di tipo 2 è stato diagnosticato al 15,7% degli uomini e all’11,3% delle donne (7.417 partecipanti).

Gli uomini nel quartile con il più alto consumo di cereali integrali avevano un rischio inferiore del 34% di diagnosi di diabete di tipo 2 rispetto agli uomini nel quartile più basso. Analogamente, le donne nel più alto quartile di assunzione di cereali integrali hanno avuto un rischio inferiore del 22% rispetto alle donne nel quartile più basso.

In entrambi i sessi il rischio è stato valutato dopo aggiustamento per età, istruzione, attività fisica, fumo, consumo di alcool, assunzione di carne rossa e lavorata, indice di massa corporea e nelle donne, menopausa e terapia ormonale sostitutiva.

I commenti

Secondo Cecilie Kyrø, del Centro di ricerca Cancer Society di Copenaghen: “Questi risultati sono in linea con altri studi che ci dicono che i cereali integrali possono essere uno dei gruppi di alimenti più importanti per la prevenzione del diabete di tipo 2”.

Gi alimenti integrali (che conservano il germe e la crusca del chicco di grano) migliorano la sensibilità all’insulina, abbassando la produzione postprandiale del glucosio e probabilmente riducendo anche l’infiammazione.

I cerali integrali sono presenti in misura maggiore nell’alimentazione tipica della Danimarca, soprattutto grazie al consumo abituale di pane di segale.

Secondo Rikard Landberg, dell’University of Technology, di Göteborg (Svezia) “gli adulti negli Stati Uniti mangiano in meno di 16 g/die di cereali integrali, e quelli nel Regno Unito consumano 27 g/die mentre in Danimarca, gli adulti mangiano in media 33 g/die (nel 2000-2004) e fino a 58 g/die (nel 2011-2013) di cereali integrali.”

“Questi dati sostengono le raccomandazioni dietetiche che consigliano di sostituire gli alimenti con farina bianca con integrali – conclude Landberg, – considerando che il grano integrale ha anche altri effetti positivi oltre la protezione contro il diabete di tipo 2″.

Esperti di altri paesi, come Sacha Uelmen, direttore della nutrizione per l’American Diabetes Association, fanno notare che questi dati sono solo osservazionali e non stabiliscono un rapporto di causa effetto tra il maggior consumo di cibi integrali e la minore incidenza di diabete di tipo 2.

“Tuttavia – aggiunge Uelmen – questi dati rafforzano ciò che si sa sull’importanza dei cibi integrali nella dieta”.

 

 

 

 

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