Integratori e vitamine, qual è la reale funzione?

Un nuovo studio conferma che l’uso di integratori e vitamine non riduce il rischio di morte e di eventi cardiovascolari, l’associazione italiana dei produttori ricorda che si tratta di alimenti con altre funzioni specifiche

“In assenza di ulteriori studi, gli attuali dati sull’uso di integratori rafforzano la convinzione che occorre concentrarsi su modelli dietetici sani, aumentando la componente nella dieta di alimenti vegetali, in cui sono reperibili molti dei minerali e vitamine necessari.”

Sono le conclusioni a cui giungono i ricercatori dell’Università di Toronto (Canada) che hanno fatto un’ampia metanalisi di studi clinici dal 2012 per affermare che gli integratori alimentari maggiormente utilizzati non hanno alcun beneficio sulla prevenzione di eventi cardiovascolari e sulla mortalità. Con l’eccezione dell’acido folico e di alcune vitamine del complesso B per i quali ci sono dati realtivi alla riduzione del rischio di ictus di soggetti ipertesi.

Lo studio va aggiungersi ad una serie di altre ricerche che non hanno trovato un’associazione tra supplementazione di vitamine e minore dell’incidenza di tumori, malattie cardiache e in generale  riduzione della mortalità (Annals of Internal Medicine, 2013) così come non si è riscontrata una minore incidenza della demenza in soggetti che hanno assunto integratori antiossidanti (JAMA, 2017).

In ogni caso, anche a fronte del crescente successo degli integratori, il nuovo studio, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology ha avuto una vasta eco ed è stato ripreso in diversi articoli di riviste in edicola e on line.

Lo studio è stato commentato anche da Integratori Italia – AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari), che rappresenta il settore degli integratori alimentari in Confindustria.

I produttori di integratori, in sostanza, ricordano che gli integratori non vanno confusi con i farmaci e devono essere correttamente inquadrati come un contributo a un miglioramento dello stile di vita, alimentazione inclusa.

“Gli integratori alimentari sono alimenti, – si legge nel documento dell’AIIPA – il cui obiettivo primario è quello di integrare la normale dieta contribuendo al benessere dell’organismo. In quanto alimenti, gli integratori non possono in alcun modo fare riferimento a proprietà di prevenzione, trattamento o cura di malattie, ma solo ad effetti di natura nutritiva o fisiologica”.

In particolare, gli integratori di vitamine e minerali, in Italia e nel mondo, non vengono abitualmente impiegati per ridurre il rischio di infarto o di morte, ma per obiettivi di salute differenti, come il completamento dell’apporto dietetico degli stessi composti (si pensi all’uso della vitamina B12 nei vegani o degli integratori di calcio e vitamina D nelle persone a rischio di osteoporosi), e comunque a supporto delle funzioni fisiologiche di soggetti sani”.

I produttori ricordano che gli effetti benefici di queste sostanze sono sanciti dalla normativa europea (Regolamento (CE) 1924/2006) sulle indicazioni nutrizionali e di salute fornite sui prodotti alimentari.

“In conclusione – afferma AIIPA –  ci preme ribadire che gli integratori non possono in alcun modo sostituire una dieta sana ed equilibrata, ma il loro uso può essere utile in particolari momenti della vita, come ad esempio la gravidanza e la menopausa, o nel supportare le funzioni fisiologiche del nostro organismo al fine di mantenere un buono stato di salute.”

 

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