Naltrexone-bupropione, la nuova associazione “anti-obesità” efficace anche nei pazienti con diabete di tipo 2

L’obesità rientra oggi a buon diritto tra le emergenze di salute pubblica sia per le dimensioni epidemiologiche che per le comorbilità a essa associate (diabete di tipo 2, ipertensione, sindrome metabolica, problemi respiratori e disturbi della deambulazione, tumori, problemi ginecologici ecc).

Molteplici fattori entrano in gioco nella patogenesi dell’obesità (genetici, metabolici, psicologici, comportamentali, sociali ecc.), che pertanto si delinea come una condizione complessa, meritevole di un intervento a più livelli e multidisciplinare.

Il primo passo verso la riduzione del peso corporeo è la modifica dello stile di vita (dieta e attività fisica), coadiuvata da una terapia comportamentale. Il ruolo dei trattamenti farmacologici è quello di supportare gli altri interventi terapeutici che vanno comunque sempre mantenuti. Secondo le più recenti Linee Guida, i farmaci per il controllo del peso sono indicati in soggetti con IMC >30 kg/m2 oppure in presenza di altri fattori di rischio o di altre patologie correlate all’obesità (IMC >27).

A partire da novembre 2017, vi è a disposizione del medico una nuova opportunità di trattamento che si affianca così alle uniche due molecole finora disponibili nel nostro Paese ovvero orlistat e liraglutide. Si tratta dell’associazione naltrexone-bupropione, nella formulazione in compresse, che combina un antagonista del recettore μ-oppioide (naltrexone) e un inibitore debole della ricaptazione di dopamina e noradrenalina a livello neuronale (bupropione).

L’efficacia dell’associazione insieme a una dieta ipocalorica e a un programma di attività fisica è stata valutata in quattro differenti studi clinici della durata di 56 settimane. In tutti i trial, si è osservata una significativa perdita di peso (8-≥10 %) dal basale che si è mantenuta fino al termine dello studio (56° settimana) e che nei soggetti con diabete di tipo 2 era leggermente superiore. Il trattamento con l’associazione ha prodotto effetti positivi anche in termini di controllo della glicemia e dell’emoglobina glicata nel tempo e un miglioramento dei valori di trigliceridi e colesterolo HDL. Parallelamente all’efficacia, l’associazione farmacologica ha mostrato un buon profilo di sicurezza.

La nuova associazione è indicata, in aggiunta a una dieta ipocalorica e a un’aumentata attività fisica, per la gestione del peso in soggetti adulti (≥ 18 anni) con un IMC iniziale superiore ai 30 kg/m2 (obesi), oppure con IMC da 27 kg/m2 a 30 kg/m2 (sovrappeso) in presenza di una o più comorbilità correlate al peso (diabete di tipo 2, dislipidemia o ipertensione controllata).

 

 

 

 

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