Salute e alimentazione, il patto tra industria e ricerca italiana

Secondo il Bloomberg Global Health Index la popolazione italiana è una più sane al mondo, un risultato che va attribuito in gran parte alla qualità della nostra alimentazione e del nostro sistema sanitario. Non a caso, il settore agroalimentare e quello delle “scienze della vita” (farmaceutica, ricerca, sanità) rappresentano il 20% del nostro PIL.

Due settori strategici per la nostra economia che hanno firmato un patto a supporto della ricerca e dell’industria, che in questi settori conta 63.000 imprese con 3 milioni di addetti. A siglare l’alleanza al Politecnico sono stati Diana Bracco e Luigi Pio Scordamaglia, presidenti rispettivamente dei Cluster ALISEI (Advanced Life Science in Italy) e CL.A.N. (Cluster Agrifood Nazionale).

I Cluster tecnologici sono istituzioni nate per promuovere un sistema di ricerca multidisciplinare e una più stertta cooperazione tra industrie, università e istituzioni politiche. Il protocollo d’intesa fra i due cluster, firmato al Politecnico di Milano, si propone di rafforzare e difendere il modello positivo della dieta mediterranea promuovendo questo stile alimentare e istituendo gruppi di studio ad alto livello per una presenza qualificata a eventi e piattaforme internazionali, come il prossimo Expo Dubai 2020 e Human Technopole, il polo di ricerca che occuperà gli spazi dell’Expo di Milano.

“Il profondo legame tra alimentazione e salute, e i molteplici benefici che possono derivarne, è stato già evidenziato dalla preziosa esperienza di Expo Milano 2015: dobbiamo farne tesoro e continuare su questa strada. – commenta Diana Bracco. Nasce da queste premesse la prima alleanza tra due Cluster Tecnologici Nazionali che annunciamo oggi e auspichiamo possa essere punto di riferimento per le future politiche di ricerca e innovazione per il nostro Paese” .

“L’aumento delle aspettative di vita legate all’equilibrio nutrizionale – aggiunge Luigi Scordamaglia – all’eccellenza della dieta naturale e di qualità del nostro Paese, accompagnato alla sostenibilità del nostro modello agroalimentare ne fanno sempre più un modello di riferimento mondiale. Per consolidare tale primato e diffonderlo sempre più rispetto a modelli alternativi e lontani dal nostro è utile superare le logiche settoriali e fare rete, così da utilizzare al meglio le risorse a disposizione per riaffermare e consolidare la leadership dello stile di vita italiano nel mondo.”

 

 

 

 

 

Articoli collegati