Tumori testa-collo, l’adroterapia inserita nelle linee guida terapeutiche

Sono oltre 110.000, secondo il rapporto AIOM 2017, gli italiani a cui è stato diagnosticato un tumore del distretto cervico-facciale (lingua, bocca, orofaringe, rinofaringe, ipofaringe, laringe e seni paranasali), i tumori testa-collo, a cui è dedicata, dal 17 al 21 settembre una settimana di sensibilizzazione promossa in Europa dall’European Head and Neck Society (EHNS).
In Italia la campagna, sostenuta dall’Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica (AIOCC) prevede l’apertura di oltre venti Centri specialistici, distribuiti su tutto il territorio nazionale, con la possibilità di ricevere  informazioni, effettuare un  colloquio con uno specialista e, se necessario, sottoporsi ad una visita di controllo gratuita. la campagna infatti ha l’obiettivo di sottolineare l’importanza di una dignosi precoce di queste malattie, che, se individuate allo stato iniziale, hanno un tasso di sopravvivenza dell’80-90.
Adroterapia per le forme resistenti o non operabili
Sul fronte della terapia da segnalare l’adroterapia, forma avanzata di radioterapia che utilizza particelle pesanti come ioni carbonio e protoni e trova indicazione nei casi in cui il tumore è resistente alla radioterapia tradizionale o non è operabile. Nella più recente versione delle linee guida per la diagnosi e la cura dei tumori testa-collo, messa a punto dall’AIOCC, l’adroterapia è stata inserita per la prima volta come terapia raccomandata, soprattutto per i tumori della testa e del collo che colpiscono i seni paranasali.
In Italia l’adroterapia con protoni e ioni carbonio rientra nelle cure previste dal Sistema Sanitario Nazionale ed è effettuata dal Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, CNAO, di Pavia, dove dal 2011 sono già stati trattati 2000 pazienti di cui 544 colpiti da tumori della testa e del collo.
Dei 544 pazienti con tumori del distretto testa-collo trattati al CNAO con adroterapia 183 avevano avuto diagnosi di carcinoma adenoideo cistico delle ghiandole salivari, 46 di tumori dei seni paranasali non operabili a prognosi sfavorevole, 57 erano recidive, 19 melanomi maligni delle mucose delle prime vie aerodigestive, 25 adenomi pleomorfi recidivati, 12 tumori primitivi dell’orbita, 29 neoplasie localmente avanzate, trattate con protoni. Infine 173 pazienti sono stati ritrattati per recidive, dopo aver già ricevuto un trattamento con radioterapia tradizionale.