Vacanze sicure in paesi a rischio, i consigli dell’Istituto Pasteur

L’estate è la stagione delle vacanze e dei viaggi che possono toccare anche mete esotiche in altri continenti. Per viaggiare in paesi con condizioni igienico sanitarie molto diverse dalle nostre occorre informarsi sui rischi potenziali per la salute e osservare le norme di prevenzione, compresa, ove necessaria, la vaccinazione. Trascurare queste avvertenze vuol dire mettere a rischio la propria salute, ma anche quella degli altri, perché contrarre una malattia infettiva significa anche aumentare la diffusione dell’agente infettivo, magari portandolo nel proprio paese al ritorno dalle vacanze.

Su questa impostazione si fonda Health for all (salute per tutti), campagna dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la promozione della copertura sanitaria universale per tutti e dovunque, una missione condivisa dalla Rete Internazionale dei 33 Istituti Pasteur in tutto il mondo.

“Prima di mettersi in viaggio – spiega Angela Santoni, Direttore Scientifico dell’Istituto Pasteur Italia – è di massima importanza conoscere le caratteristiche del Paese ospitante e rivolgersi al proprio medico o alle strutture sanitarie preposte alla prevenzione delle malattie dei viaggiatori, che forniranno tutte le indicazioni e proporranno un piano di vaccinazione e/o profilassi personalizzato tenendo conto di destinazione, programma di viaggio, stato di salute e trascorso vaccinale di ogni persona.

Bisogna innanzitutto assicurarsi che il nostro sistema immunitario sia pronto ad affrontare eventuali incontri indesiderati con agenti infettivi patogeni. Oltre alle vaccinazioni di routine richieste o consigliate dal nostro Servizio Sanitario Nazionale (difterite, tetano, pertosse, polio, meningite ed epatite B), potremmo avere bisogno di vaccinazioni specifiche e/o di una profilassi farmacologica preventiva in base alla meta scelta.

Di seguito il quadro, fornito dall’Istituto Pasteur, delle più diffuse malattie infettive e delle misure di prevenzione disponibili.

LE MALATTIE TRASMESSE DA CIBO E BEVANDE

L’epatite A è un’infezione virale diffusa in tutto il mondo, con una percentuale di rischio più alta nei Paesi in via di sviluppo e con condizioni igienico sanitarie non ottimali. Si trasmette per via oro-fecale, in alcuni casi l’infezione può compromettere gravemente le funzioni epatiche e provocare la morte (circa 10.000 decessi all’anno nel mondo).

Prevenzione

Evitare soprattutto frutti di mare crudi o non adeguatamente cotti

La febbre tifoide è un’infezione causata dal batterio Salmonella Typhi e, se non trattata, ha un tasso di mortalità superiore al 10%. Anche in questo caso la trasmissione avviene per lo più tramite l’ingestione di cibi e/o bevande maneggiate da persone infette, oppure tramite la contaminazione, attraverso gli scarichi fognari, dell’acqua usata per bere o per lavare il cibo. Particolarmente a rischio sono i Paesi dell’Africa settentrionale, il Perù e l’Asia meridionale. In generale la febbre tifoide continua a rappresentare un pericolo per la salute nella maggior parte dei Paesi tropicali, tra i quali l’Indonesia (più di 1000 casi ogni 100.000 abitanti).

Prevenzione

Vaccinazione, attenta igiene personale, in particolare il lavaggio delle mani dopo l’uso del bagno e prima del contatto col cibo.

Il colera, causato dal batterio Vibrio cholerae, rappresenta un’altra pericolosa infezione causata da acqua o cibi contaminati.  Molto diffuso in Asia, specialmente in India, Thailandia e Vietnam, il colera miete ancora molte vittime soprattutto nei Paesi colpiti da disastri e guerre (tristemente nota l’epidemia di colera e di tifo che nel 2010 ha colpito Haiti).

Prevenzione

Contro il colera è disponibile un vaccino che si assume per via orale.

Il pesce crudo può contenere dei parassiti che causano malattie nell’uomo, come per esempio Anisakis – ritenuto dalla European Food Safety Authority (EFSA) il rischio biologico più serio legato al consumo di pesce. Anisakis è un verme (nematode) ubiquitario in tutti i mari del mondo, le cui larve si localizzano prevalentemente nella cavità viscerale (e talvolta anche nella muscolatura adiacente) di pesci e molluschi. Le specie maggiormente infestate sono anche di interesse economico-commerciale (alice, sardina, nasello, sgombro o lanzardo, pesce sciabola, sugherello, totani). L’uomo è un ospite accidentale nel ciclo biologico di Anisakis e acquisisce l’infezione (anisakiasi gastrica o intestinale) attraverso il consumo di pesce crudo non preventivamente abbattuto, o poco cotto.

Prevenzione

La temperatura rappresenta un parametro importante per la sopravvivenza della larva anche post mortem del pesce; è perciò importante seguire la legislazione del Ministero della Salute, che impone l’abbattimento (congelamento a -20°C per 24h; oppure a -18°C per 96h) del pesce che si vuole consumare crudo. La cottura ad alte temperature (al di sopra dei 50°C), che arrivi al cuore del prodotto ittico, è altresì efficace a provocare la morte del parassita.

LE MALATTIE TRASMESSE DALLE ZANZARE

Malaria. I momenti principali in cui si corre il rischio di essere punti dalle zanzare Anopheles, responsabili della trasmissione della malaria, sono il crepuscolo e la notte.

Prevenzione

Per limitare il rischio di infezione è necessario adottare misure precauzionali per evitare di essere punti (ad esempio abbigliamenti idonei, repellenti cutanei) e dormire sempre protetti da zanzariere, da repellenti spaziali (piastrine elettriche o zampironi) o dall’aria condizionata. Inoltre, prima della partenza, è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico che prescriverà una profilassi farmacologica personalizzata in base alla meta del viaggio e quindi al tipo di resistenza ai farmaci acquisita dal parassita responsabile della malaria in quella specifica destinazione.

Encefalite giapponese. Sempre di notte sono attive le zanzare del genere Culex, responsabili della trasmissione di molti virus “encefalitogeni”, la principale causa di encefalite virale in molti paesi dell’Asia.

Prevenzione

È possibile vaccinarsi

Febbre gialla e Dengue. Di giorno bisogna stare molto attenti alle zanzare Aedes, responsabili della trasmissione di numerosi virus, come quelli della febbre gialla e del dengue. Le zanzare del genere Aedes possono inoltre trasmettere anche altri virus meno patogeni, ma che possono avere importanti effetti collaterali, come ad esempio Chikungunya e Zika.

Prevenzione

Nel caso della febbre gialla esiste in commercio già da anni un vaccino estremamente efficacie che conferisce una copertura di 10 anni. Ciononostante, nei primi mesi del 2018 in Brasile è scoppiato un focolaio epidemico che ha portato alla raccomandazione della vaccinazione non solo per chi si dirige in Africa e Asia, ma anche per coloro che sono diretti nel Paese dell’America Latina.

Nel caso del virus del Dengue, invece, non esiste un vaccino, né alcuna terapia specifica, pertanto l’unica difesa consiste nella protezione dalle punture delle zanzare diurne, indossando quindi calze, pantaloni lunghi, camicie o magliette a maniche lunghe e proteggendo le aree scoperte del corpo con repellenti cutanei.

La zanzara tigre in Italia

Negli ultimi 20 anni, ricorda l’Istituto Pasteur, la globalizzazione ha favorito la colonizzazione di regioni temperate, Italia inclusa, da parte di Aedes albopictus, la famosa “zanzara tigre”, originariamente presente solo nel sud-est asiatico. La presenza stabile di questa specie nel nostro Paese, aumenta il rischio di trasmissione di virus che possono essere importati in Italia nel sangue dei viaggiatori provenienti da aree endemiche. A conferma di ciò, basti pensare all’epidemia di Chikungunya registrata nel Lazio ed in Calabria nel 2017 (prima di allora l’unica altra epidemia europea era stata registrata in Emilia Romagna nel 2007), con quasi 500 casi umani confermati, molti dei quali affetti da sintomi influenzali, aggravati da rush cutanei e forti dolori articolari che, in alcuni casi, perduravano anche mesi dopo la puntura.

Il gruppo di ricerca di Entomologia Medica del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università Sapienza di Roma, coordinato da Alessandra della Torre, ricercatrice dell’Istituto Pasteur Italia, è in prima fila nello studio degli adattamenti della zanzara tigre alle condizioni eco-climatiche dell’Italia e nello sviluppo di nuove strategie per il monitoraggio e il controllo della specie.

Il gruppo ha creato, in sinergia con la start-up GT, ZanzaMapp, un’app gratuita che permette ai cittadini di segnalare in tempo reale quali sono le zone a più alta densità di zanzare e aiutare così gli esperti a tenere sotto controllo la situazione.

 

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