Vaccinazione antinfluenzale, le responsabilità del MMG

Chi ha dubbi sulla sicurezza e sull’efficacia della vaccinazione antinfluenzale deve rivolgersi al medico di famiglia. È uno dei messaggi più importanti della campagna per la vaccinazione 2018. La campagna parte in questi giorni, in coincidenza con la disponibilità del vaccino nelle farmacie. E il MMG si trova in prima linea nella battaglia per la prevenzione di un’epidemia che, oltre ai problemi sanitari, rappresenta anche una voce di costo importante per il Servizio Sanitario Nazionale e le famiglie italiane.

Secondo uno studio presentato al congresso della Società Italiana di Pneumologia la spesa complessiva per la cura dell’influenza e delle complicanze costerà 10,7 miliardi di euro, la maggior parte a carico dei privati: 8,6 miliardi contro 2,1 miliardi a carico del SSN. Secondo questa ricerca la maggioranza dei costi è imputabile all’assenteismo lavorativo e scolastico e alla spesa per farmaci di fascia C.

“La spesa relativa alle giornate lavorative perse per influenza e sindromi simil-influenzali non è percepita dai cittadini, ma ha un impatto molto rilevante per la società – spiega Stefano Nardini, presidente della SIP – I costi diretti e indiretti di queste patologie sono molto elevati per le famiglie italiane e questi dati sono molto importanti perché costringono a confrontarci con la necessità della prevenzione. Influenza e sindromi parainfluenzali consumano le risorse del Ssn per i costi diretti dovuti all’assistenza dei soggetti ad alto rischio, ma drenano un enorme quantità di denaro fra i più giovani per i costi indiretti dovuti alla perdita di produttività. Complessivamente, si tratta di un esborso enorme per il Paese: è perciò senz’altro opportuno rivalutare le strategie di prevenzione per le diverse fasce d’età”

La scorsa stagione l’impatto sanitario dell’influenza è stato tra i peggiori degli ultimi 15 anni con 8 milioni e 677mila ammlati e un numero di decessi (160), triplo rispetto all’anno precedente.

Secondo Fabrizio Pregliasco virologo del Dipartimento Scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano: “La prossima stagione dovrebbe essere di intensità media, 4-5 milioni di casi oltre agli 8-10 milioni dovuti a forme derivanti da altri virus respiratori”.

“Non ci sono dubbi che chi ha patologie croniche debba limitare il rischio di complicanze –  ribadisce Pregliasco – Nel periodo invernale questo rischio è più alto e la vaccinazione antiinfluenzale rappresenta una tutela per la salute di questi pazienti. Per quanto riguarda i bambini la decisione può essere condivisa con il pediatra. Non si deve però dimenticare che, vivendo spesso in comunità differenti (asilo, scuola, associazioni sportive etc..), la vaccinazione rappresenta non solo uno strumento di protezione ma una barriera contro la diffusione del virus influenzale.”

Pregliasco è responsabile scientifico di Osservatorio Influenza, il sito, attivo da 4 anni, che fornisce informazioni sulla vaccinazione e risponde ai quesiti degli utenti. Le domamnde più frequenti riguardano proprio le categorie per le quali il vaccino è raccomandato: anziani, bambini, pazienti con patologie croniche.

 

Elenco delle categorie per le quali la vaccinazione stagionale è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente

Persone ad alto rischio di complicanze o ricoveri correlati all’influenza:

  • Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.
  • Soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza:
    • malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia
    • broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO);
    • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite;
    • diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30);
    • insufficienza renale/surrenale cronica;
    • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
    • tumori;
    • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi,
    • immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;
    • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali;
    • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici;
    • patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es.malattie neuromuscolari);
    • patopatie croniche.
  • Soggetti di età pari o superiore a 65 anni.
  • Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.
  • Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti.

Persone che possono trasmettere l’infezione a soggetti ad alto rischio:

  • Medici e personale sanitario di assistenza in strutture che, attraverso le loro attività, sono in grado di trasmettere l’influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali.
  • Familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato).

Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori:

  • Forze di polizia
  • Vigili del fuoco
  • Altre categorie socialmente utili potrebbero avvantaggiarsi della vaccinazione, per motivi vincolati allo svolgimento della loro attività lavorativa; a tale riguardo, è facoltà delle Regioni/PP.AA. definire i principi e le modalità dell’offerta a tali categorie.
  • Infine, è pratica internazionalmente diffusa l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione antinfluenzale da parte dei datori di lavoro ai lavoratori particolarmente esposti per attività svolta e al fine di contenere ricadute negative sulla produttività.

Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani:

  • Allevatori
  • Addetti all’attività di allevamento
  • Addetti al trasporto di animali vivi
  • Macellatori e vaccinatori
  • Veterinari pubblici e libero-professionisti

Altre categorie

  • Donatori di sangue

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