Autismo, nuovi dati sull’importanza dell’alimentazione in gravidanza

Un alto tasso di cibi ultraprocessati nella dieta della madre potrebbe danneggiare lo sviluppo del cervello del bambino

La ricerca sull’origine dei disturbi dello spettro autistico (autistic spectrum disorder ASD) è sempre più orientata valutare con attenzione il ruolo dell’asse intestino-cervello nella patogenesi di queste patologie.

I ricercatori della University of Central Florida (UCF) College of Medicine a Orlando (Usa), hanno portato a termine un originale studio di laboratorio che dimostra come alti livelli di acido propionico (PPA), una sostanza molto utilizzata come conservante nei cibi industriali, può alterare lo sviluppo neuronale nel cervello del feto.

In una serie di esperimenti in vitro( pubblicati on line su Scientific Report) il team di UCF ha scoperto che l’esposizione delle cellule staminali neurali fetali umane a livelli eccessivi di PPA ha interrotto il naturale equilibrio tra le cellule cerebrali, riducendo il numero di cellule che si differenziano nei neuroni e aumentando il numero che diventa cellule gliali.

Le cellule gliali aiutano a sviluppare e proteggere la funzione neuronale, ma se sono in eccesso (gliosi) possono disturbare la connettività tra i neuroni e causare l’infiammazione, che si osserva nel cervello dei bambini con ASD.

“Volevo saperne di più sul ruolo del microbiota e dei disturbi gastrointestinali, se ce ne sono, nello sviluppo del cervello – ha dichiarato Saleh Naser, una degli autori dello studio.

“La combinazione di neuroni ridotti e percorsi danneggiati ostacola la capacità del cervello di comunicare, con il risultato di comportamenti che si trovano spesso nei bambini con autismo, come gesti ripetitivi, problemi di mobilità e incapacità di interagire con gli altri”, spiegano, in un comunicato stampa, i ricercatori americani.

Studi precedenti hanno proposto legami tra autismo e fattori ambientali e genetici, ma i ricercatori osservano che lo studio attuale è il primo a mostrare un legame molecolare tra elevati livelli di PPA, proliferazione di cellule gliali, circuiti neuronali disturbati e autismo.
I ricercatori sperano di replicare i risultati in vivo su animali da laboratorio, per arrivare a nuove evidenze sul rapporto tra il tasso di PPA nella dieta della madre e i disturbi dello spettro autistico nel bambino.

Ultima modifica:

Giornalista professionista specializzato in editoria medico-scientifica, editor, formatore.

    Articoli collegati