Celiachia, la paura del glutine può diventare neofobia

, Celiachia, dalle nanotecnologie un nuovo trattamento desensibilizzante

, Celiachia, dalle nanotecnologie un nuovo trattamento desensibilizzanteLa dieta gluten free (GFD) è, allo stato attuale, l’unica terapia efficace per la malattia celiaca (CD). Tuttavia, la necessità di evitare il glutine può portare a comportamenti erronei, in grado di compromettere il rapporto con il cibo. Uno di questi è la neofobia, la paura di assaggiare cibi nuovi, che è classificata tra i disturbi alimentari. Si tratta, infatti, di un atteggiamento tipico dell’infanzia, che, nella popolazione adulta, può comportare a squilibri nutrizionali, causati da una dieta eccessivamente restrittiva.

Lo studio

Un nuovo studio, condotto da ricercatori dell’Università delle Scienze della Vita di Varsavia (PL) e pubblicato quest’estate dalla rivista “Nutrients”, ha messo a confronto un gruppo di pazienti celiaci (n. 101) che seguivano una dieta gluten free, con un gruppo di non celiaci (n. 124) che seguivano lo stesso regime alimentare per scelta volontaria.

Tutti i soggetti arruolati nello studio sono stati sottoposti a un test che assegna un punteggio per la valutazione della neofobia alimentare (Food Neophobia Scale FNS).

Scala di valutazione per la Neofobia Alimentare (FNS)

Item positivi

  1. Assaggio costantemente cibi nuovi e differenti
  2. Mi piacciono cibi di paesi diversi
  3. A cena fuori voglio provare cibi nuovi
  4. Mi piace mangiare quasi tutto
  5. Mi piace provare nuovi ristoranti etnici

Item negativi

  1. Non mi fido dei cibi nuovi
  2. Se non so cosa contiene un cibo, non voglio provarlo
  3. Il cibo etnico mi sembra troppo strano
  4. Ho paura di magiare cose che non ho mai mangiato
  5. Sono molto selettivo sul cibo che mangio.

Nutrients, 2019, mod.

L’analisi è stata poi stratificata con altri fattori, quali genere, età, indice di massa corporea, livello di istruzione, luogo di residenza e stato occupazionale.

I risultati

Il punteggio di FNS è risultato più alto nei soggetti celiaci (39,4 ± 9,2), rispetto a quelli che seguivano una GFD in base alla propria decisione (33,6 ± 8,7; p <0,0001).

Il risultato è stato analogo per il gruppo generale e per i sottogruppi stratificati per le variabili valutate, che non hanno influenzato l’FNS in nessuno dei gruppi analizzati.

Gli autori concludono che la celiachia contribuisce in modo determinante alla FN. La motivazione deve essere ricercata, secondo gli autori dello studio, nel timore di sviluppare reazioni avverse ai prodotti alimentari contaminati da glutine, che è più forte nei pazienti con CD rispetto a chi ha deciso di evitare il glutine per scelta personale.

In conclusione va aggiunto che esistono evidenze scientifiche di altri disturbi alimentari associati con la diagnosi di malattia celiaca. Per esempio, un grande studio di popolazione basato sui registri sanitari svedesi, pubblicato nel 2017 da Marild e coll. sulla rivista Pediatrics, ha rilevato un’associazione bidirezionale tra le diagnosi di celiachia e di anoressia nervosa.

I risultati di questi studi suggeriscono di monitorare i comportamenti dei pazienti celiaci al fine di evitare che la necessaria aderenza alla dieta gluten free si trasformi in un regime alimentare eccessivamente restrittivo.

Bibliografia

Zysk V, et al. Food Neophobia in Celiac Disease and Other Gluten-Free Diet Individuals. Nutrients 2019, 11(8), 1762.

Mårild K, et al. Celiac Disease and Anorexia Nervosa: A Nationwide Study. Pediatrics May 2017, 139 (5).

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Giornalista professionista specializzato in editoria medico-scientifica, editor, formatore.

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