Demenza, i 12 fattori di rischio da tenere sotto controllo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato nuove linee guida per la riduzione del rischio di declino cognitivo e demenza.

Si tratta di uno dei problemi sanitari di maggiore rilevanza a livello globale , con un numero di persone affette da varie forme di demenza stimato in 50 milioni e soprattutto in forte crescita: secondo gli esperti infatti le persone con problemi cognitivi potrebbe triplicare nei prossimi decenni.

In assenza di cure efficaci, attualmente è la prevenzione la migliore strategia per cercare di contrastare il fenomeno del declino cognitivo e l’OMS indica 12 fattori di rischio su cui dovrebbero puntare le politiche di prevenzione.

  1. bassi livelli di attività fisica
  2. fumo
  3. alimentazione insufficiente o poco sana
  4. abuso di alcol
  5. riserva cognitiva insufficiente o compromessa (capacità del cervello di compensare problemi neurologici)
  6. poche relazioni sociali,
  7. sovrappeso patologico
  8. ipertensione
  9. diabete
  10. dislipidemia
  11. depressione
  12. perdita dell’udito

La linee guida sono basate sulla revisione degli studi clinici in cui si evidenziano legami fattuali o ipotizzabili fra queste condizioni fisiche, psicologiche e sociali e lo sviluppo di una forma di demenza. L’OMS cerca poi di fornire ai decisori politici e agli operatori sanitari indicazioni pratiche per interventi attuabili con opportune politiche sanitarie.

Per esempio, per quanto riguarda la cessazione del fumo e l’incremento dell’attività fisica si indicano gli interventi a livello di gruppo come paraziale rimedio agli alti costi di interventi sulla singola persona. Per la nutrizione la base dell’intervento, secondo l’OMS, è una maggiore diffusione dello stile alimentare definito dieta mediterranea. D’altronde esistono evidenze, sia pur moderate, che la riduzione del sovrappeso nella mezza età dimunuisca il rischio di sviluppare una demenza in età avanzata.

“L’esistenza di fattori di rischio potenzialmente modificabili significa che la prevenzione della demenza è possibile attraverso un approccio di sanità pubblica, con l’attuazione di interventi chiave che ritardano o rallentano il declino cognitivo o la demenza”, afferma il documento ufficiale dell’OMS, spiegando che il piano d’azione dell’organizzazione per il miglioramento dei risultati della salute globale mette la gestione della demenza come massima priorità

“L’obiettivo del piano d’azione è migliorare la vita delle persone affette da demenza, delle  loro famiglie e dei caregivers, riducendo al contempo l’impatto della demenza su di loro, nonché su comunità e paesi”.

“Dobbiamo fare tutto il possibile per ridurre il rischio di demenza. – commenta TA Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS – Le prove scientifiche raccolte per queste linee guida confermano ciò che abbiamo sospettato per qualche tempo, che ciò che è buono per il nostro cuore, è anche un bene per il nostro cervello.”

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Giornalista professionista specializzato in editoria medico-scientifica, editor, formatore.

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