Infarto, buoni risultati con gli stent che si riassorbono

L’Italia è il primo paese in Europa per trattamento efficace dell’infarto miocardico acuto. Nel 2018 più di 37.000 pazienti colpiti da infarto stati trattati con angioplastica, con una mortalità intorno al 4% contro il 30% di 30 anni fa.

“La riduzione della mortalità intraospedaliera è legata soprattutto al trattamento dell’infarto con l’angioplastica coronarica e l’Italia è ai vertici assoluti per interventi di angioplastica per milione di abitanti – spiega  Giuseppe Musumeci, past president della Società Italiana di Cardiologia Interventistica, GISE – Nel 2018 sono stati eseguiti 614 interventi di angioplastica primaria su milione di abitanti, valore al di sopra di quello definito ideale di 600, che in Europa raggiungeva solo la Germania”.

I dati del GISE sono stati presentati a Parigi, al Congresso Internazionale di Cardiologia Interventistica EuroPCR2019, dove sono emerse importanti novità nel trattamento delle lesioni dei vasi coronarici che arrivano dalle tecnologie biomedicali di nuova generazione.

I dati dello studio BIO-RESORT confermano efficacia e sicurezza degli stent a rilascio di farmaco (DES) di ultima generazione con maglie ultrasottili (60μm).

Un ulteriore passo avanti arriva con la nuova generazione di stent totalmente riassorbibili che si pone l’obiettivo di superare i limiti legati alla presenza di una struttura metallica permanente, caratteristica del DES tradizionale. Esiste, infatti, una tecnologia progettata in lega di magnesio che, insieme ad un rivestimento a rilascio di farmaco, ha la capacità di essere completamente riassorbita entro un anno dall’impianto. In questo modo si ripara la parete vascolare che nei mesi successivi recupera totalmente la sua funzionalità e la sua motilità fisiologica.

Lo studio BIOSOLVE-IV su 800 pazienti trattati con stent in lega di magnesio ha confermato un’eccellente performace di efficacia e sicurezza con un’incidenza di TLF (rivascolarizzazione della lesione clinicamente-controllata, morte cardiaca e infarto del miocardio del vaso trattato ) del 4.7% a 12 mesi e un tasso dello 0.1% di trombosi dello stent, in linea con i risultati clinici dei DES metallici di ultima generazione. Questi dati si aggiungono ai risultati dei precedenti studi con follow up pluriennali e aprono nuovi scenari di trattamento delle lesioni cardiovascolari.

Un registro italiano per il nuovi stent

Sulla base di questi risultati, GISE ha dato il via al registro italiano It-Masters, studio clinico, multicentrico, prospettico, singolo braccio, osservazionale con l’obiettivo di confermare i risultati di efficacia e sicurezza della nuova generazione di questo stent totalmente riassorbibile al magnesio. Il disegno dello studio prevede l’arruolamento di 350 pazienti e coinvolgerà 30 centri omogeneamente distribuiti sul territorio italiano.  Si prevede un periodo di arruolamento di 12 mesi e un follow-up a 2 anni dopo l’ultimo paziente nel registro.

“Ogni qualvolta GISE si fa promotore di un’iniziativa di ricerca e di studio sulle nuove prospettive di trattamento – conclude Giuseppe Tarantini, presidente GISE – assolve il suo ruolo di portatore di cultura e innovazione nell’affermazione ed espansione del settore della cardiologia interventistica in Italia.”

Intanto la tecnologia avanza ancora e a EuroPCR2019 è stata annunciata una futura generazione di stent totalmente riassorbibili al magnesio con maglie ancora più sottili e una più ampia disponibilità di misure, per assecondare le diverse anatomie del paziente. In più una potenziata forza radiale del dispositivo, per rafforzare la capacità di sostenere le pareti del vaso

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Giornalista professionista specializzato in editoria medico-scientifica, editor, formatore.

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