Nuove frontiere, la chirurgia che ridà l’uso della mano ai tetraplegici

, Nuove frontiere, la chirurgia che ridà l’uso della mano ai tetraplegici

Una tecnica chirurgica d’avanguardia, il trasferimento di nervi, ha consentito a 13 giovani adulti, rimasti completamente paralizzati, in seguito lesioni spinali provocate da incidenti, di recuperare l’uso della mano e dell’avambraccio.

La tecnica, utilizzata dai chirurghi del dipartimento di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, Austin Health, Melbourne (Australia), consiste nel collegare i muscoli dell’avambraccio con i nervi sani connessi al midollo spinale, prima dell’area danneggiata. In pratica, si bypassa l’area della lesione spinale riuscendo a far arrivare l’impuso nervoso ai muscoli. Dopo due anni di terapia riabilitativa 13 dei 16 pazienti sottoposti a questo intervento sono stati in grado di estendere l’avambraccio, aprire la mano, raccogliere e manipolare oggetti

Un risultato di grande valore per pazienti tetraplegici, che ora possono possono svolgere autonomamente le attività quotidiane come nutrirsi, lavarsi, scrivere e utilizzare dispositivi elettronici.

, Nuove frontiere, la chirurgia che ridà l’uso della mano ai tetraplegici

Fonte: infografica Guardian Science, 2019, mod.

In totale lo studio, pubblicato su The Lancet, ha reclutato 16 giovani adulti (età media 27 anni) con lesioni del midollo spinale traumatiche, meno di 18 mesi dopo l’infortunio, al collo (C5-C7), per la maggior parte risultato di incidenti automobilistici o lesioni sportive. I partecipanti sono stati sottoposti a trasferimenti di nervi singoli o multipli, in uno o entrambi gli arti superiori.

In totale, 59 trasferimenti nervosi sono stati completati in 16 partecipanti (13 uomini e tre donne, 27 arti). In 10 partecipanti (12 arti), i trasferimenti nervosi sono stati combinati con trasferimenti di tendini per migliorare la funzionalità della mano.

I partecipanti hanno completato le valutazioni sul loro livello di indipendenza relativo alle attività della vita quotidiana (auto-cura, toilette, funzione dell’arto superiore, forza muscolare, forza di presa e apertura della mano) prima dell’intervento, un anno dopo l’intervento chirurgico, e anni dopo.

Nonostante i buoni risultati, la chirurgia per il trasferimento nervoso presenta ancora alcune limitazioni. Innanzitutto, gli interventi dovrebbero idealmente essere eseguiti entro 6-12 mesi dalla lesione. Inoltre, possono passare dei mesi dal trasferimento nervoso per ottenere la ricrescita del nervo nel muscolo paralizzato e per vedere nuovi movimenti e anni fino al raggiungimento della piena forza. Tuttavia, gli autori sottolineano che uno dei vantaggi dei trasferimenti nervosi è che la maggior parte dei movimenti non ripristinati con successo dai trasferimenti nervosi possono ancora essere ripristinati utilizzando i trasferimenti tendinei.

In un commento a questo studio, Ida Fox della Washington University (Usa), scrive: “Le cellule staminali e le neuroprotesi potrebbero cambiare il panorama della medicina rigenerativa in futuro. Per ora, i trasferimenti nervosi sono un modo economico per sfruttare la capacità innata del corpo di ripristinare il movimento in un arto paralizzato. Man mano che i trasferimenti nervosi vengono eseguiti e adattati ai singoli casi, per far progredire la tecnica è fondamentale una verifica accurata dei risultati ottenuti e il confronto tra risultati il trasferimento del nervo e quello del tendine. È necessario anche uno studio approfondito delle ragioni del fallimento del trasferimento nervoso, e lo studio dei fattori biopsicosociali (incluso l’accesso alle informazioni e alle cure, preparazione psicologica e sostegno sociale) sul processo decisionale e sui risultati del paziente.”

Ultima modifica:

Giornalista professionista specializzato in editoria medico-scientifica, editor, formatore.