Nuovo studio italiano su Parkinson e differenza di genere

, Anoressia, la forma più diffusa riguarda malati acuti e cronici

Il primo studio di rete finanziato da AIFA sulle differenze di genere nella malattia di Parkinson

, Anoressia, la forma più diffusa riguarda malati acuti e croniciLa malattia di Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa più frequente nella popolazione oltre i 65 anni di età dopo l’Alzheimer. Dal punto di vista epidemiologico gli uomini sono maggiormente colpiti delle donne (rapporto M: F = 1,5: 1), le quali presentano un’età d’esordio più tardivo, migliori performance cognitive e sono meno inclini allo sviluppo di demenza. Tuttavia, con il progredire della malattia le donne presentano più frequentemente fluttuazioni motorie/non motorie e discinesie rispetto agli uomini.

Le fluttuazioni motorie e non motorie e le discinesie possono essere tanto gravi da richiedere il ricorso a trattamenti complessi (pompe infusionali ed interventi chirurgici), rappresentando così un significativo costo per il Sistema Sanitario Nazionale. Esse inoltre rappresentano un’importante causa di disabilità per i pazienti e di stress per i loro familiari. Ad oggi non esistono dati provenienti da studi longitudinali prospettici che indaghino i predittori delle fluttuazioni motorie/non motorie e discinesie legati al genere. I dati disponibili provengono da studi trasversali di solito condotti con altri obiettivi. La durata di malattia ed il trattamento con levodopa (durata e dosaggio) sono sicuramente tra i maggiori determinanti.

 

Per identificare la causa di queste complicanze e le differenze di genere correlate, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha finanziato uno studio prospettico di 24 mesi che vede coinvolti 17 centri italiani specializzati in disordini del movimento.

Lo studio, appena iniziato, vede il coinvolgimento di 293 pazienti con malattia di Parkinson idiopatica, mai trattati con terapia dopaminergica oppure in trattamento con i-MAO e che necessitano la prescrizione di levodopa in base alle loro necessità cliniche. Lo studio analizzerà le differenze di genere in una serie di predittori delle fluttuazioni motorie/non motorie e discinesie: clinici, metabolici, farmacodinamici, farmacogenetici e genetici.

I risultati dello studio potranno avere diverse implicazioni. Nella pratica clinica, il medico potrà identificare meglio i pazienti a più alto rischio di complicanze e conseguentemente adottare un comportamento più conservativo (ad es. usando una dose di levodopa inferiore e/o preferendo aggiungere un i-MAO invece di aumentare la levodopa). Inoltre, identificando i fattori predittivi per le complicanze motorie nelle donne parkinsoniane, lo studio fornirebbe una guida su un approccio farmacologico su misura per genere oltre ad una significativa riduzione della disabilità nei pazienti, del carico dei caregivers e dei costi del servizio sanitario nazionale.

I 17 centri coinvolti nello studio

  1. Centro per le malattie neurodegenerative (CEMAND), Università di Salerno. (centro ccordinatore)
  2. Centro di Malattia di Parkinson, Università “Federico II” di Napoli
  3. Centro per i Disturbi del Movimento, Hermitage-Capodimonte, Napoli
  4. IRCCS- Istituto di Scienze neurologiche e DIBINEM- Alma Mater Studiorum Università di Bologna
  5. IRCCS San Raffaele Pisana, Roma
  6. Dipartimento G.F. Ingrassia, sezione di Neuroscienze – Università di Catania
  7. Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, Milano
  8. Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico – Milano
  9. Fondazione I.R.C.C.S.S. “Ca ‘Granda” Ospedale Maggiore Policlinico, Milano
  10. Istituto Scientifico Ospedaliero San Raffaele di Milano
  11. Casa di Cura Privata Villa Margherita – Arcugnano (Vicenza),
  12. Dipartimento di Sanita Pubblica, Medicina Clinica e Molecolare, Università di Cagliari
  13. Unità Malattia di Parkinson e altri Disordini del Movimento, AOU “L. Vanvitelli”, Napoli
  14. UO Neurologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Pisa
  15. Centro Disordini del Movimento, Università “Magna Graecia”, Catanzaro
  16. Centro per la Malattia di Parkinson e i Disordini del Movimento, Ospedale Policlinico San Martino, Genova
  17. Unità Parkinson e Disordini del Movimento Istituto Neurologico Nazionale Fondazione “C. Mondino”, IRCCS, Pavia.

Questo progetto porterà sicuramente una spinta all’avvio di una rete italiana di centri interessati alla medicina di genere correlata alla malattia di Parkinson sul territorio nazionale (compresi Nord, Centro, Sud e Isole).

Per approfondimenti sul tema:

  • Haaxma CA, Bloem BR, Borm GF, et al (2007) Gender differences in Parkinson’s disease, J Neurol Neurosurg Psychiatry 78:819–824.
  • Hassin-Baer S, Molchadski I, Cohen OS, et al (2011) Gender effect on time to levodopa-induced dyskinesias, J Neurol 258:2048–2053.
  • Picillo M, Palladino R, Moccia M, et al (2016) Gender and non motor fluctuations in Parkinson’s disease: A prospective study, Parkinsonism Relat Disord 27;89-92.

a cura di
Barbara Garavaglia
Responsabile Struttura di Genetica dei Disturbi del Movimento e Disordini del Metabolismo Energetico
UOC Genetica Medica e Neurogenetica, Fondazione I.R.C.C.S Istituto Neurologico “C.Besta” , Sede Milano Bicocca

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Giornalista professionista specializzato in editoria medico-scientifica, editor, formatore.

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