Oncologia, a Verona nuove tecniche avanzate di radioterapia

Negrar

Colpire i tumori con una radiazione a dose elevata, con la massima precisione e senza il coinvolgimento dei tessuti sani. È questo l’obiettivo raggiunto dalla MR-Linac Elekta Unity, una nuova macchina per la radioterapia, ora disponibile per la prima volta nell’Europa meridionale, presso L’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (VR) all’interno del Dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata diretto da Filippo Alongi, professore associato dell’Università di Brescia.

Il dispositivo supera i limiti delle unità ibride convenzionali, che associano un acceleratore lineare a una risonanza magnetica a basso campo. Questa per le sue caratteristiche, non permette di visualizzare con precisione la sede della neoplasia. Elekta Unity impiega invece una risonanza magnetica ad alto campo, dello stesso tipo cioè di quelle utilizzate per la diagnosi.

“MR-Linac Elekta Unity è la risposta alla necessità da parte del radioterapista oncologo di avere a disposizione immagini di altissima qualità e definizione, che lo guidino nella scelta del piano terapeutico in tempo reale, al fine di offrire un trattamento efficace e personalizzato al paziente”, ha spiegato Alongi. “Tale sistema di radioterapia guidato dalle immagini è applicabile sui tumori di tutti i distretti anatomici. Il vantaggio maggiore è soprattutto per la radioterapia dei tessuti molli, in particolare degli organi addominali quali pancreas, fegato e prostata, le cui lesioni tumorali, con i sistemi tradizionali, sono spesso non del tutto distinguibili rispetto ai tessuti sani da escludere dalle radiazioni”.

Elekta Unity presenta anche altri vantaggi, primo fra tutti la sicurezza per il paziente, dato che la risonanza magnetica ad alto campo non produce radiazioni ionizzanti pericolose, e quindi può essere ripetute quotidianamente, a differenza di altre metodiche radiologiche utilizzate per guidare il trattamento.

Inoltre, le dosi elevate comunicate al paziente in tutta sicurezza consentono di ridurre la durata del ciclo terapeutico, usando cioè un approccio definito iperfrazionato, riducendo sia il numero di sedute sia il tempo richiesto per ciascun trattamento.

La metodica di trattamento, utilizzata su circa 230 pazienti nei nove centri del mondo che hanno già una Elekta Unity, non ha mostrato criticità evidenti, nonostante alcuni casi complessi trattati.

Presso l’ospedale di Negrar, verrà condotto uno studio osservazionale su 230 pazienti, suddivisi in quattro gruppi di tipologia tumorale e trattamento pregresso: tumore della prostata, tumore del pancreas, oligometastasi, e casi non trattabili con la radioterapia convenzionale. Lo studio servirà per validare il processo organizzativo e di utilizzo di una risorsa tecnologica così importante e all’avanguardia.

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Giornalista professionista specializzato in editoria medico-scientifica, editor, formatore.

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