Pochi carboidrati, più rischi per il cuore

, Prevenzione, perché bisogna mantenersi attivi dopo i sessant’anni

, Prevenzione, perché bisogna mantenersi attivi dopo i sessant’anniNegli ultimi anni le diete low carb, ossia con una drastica riduzione dei carboidrati, sono diventate un sistema molto seguito per perdere peso rapidamente. Si tratta di una strategia alimentare che aumenta le proteine e diminuisce zuccheri, grano e derivati, frutta e verdure amidacee.

Secondo una nuova ricerca presentata al meeting annuale dell’American College of Cardiology un regime dietetico con un basso introito di carboidrati può avere effetti negativi sulla salute del cuore, in particolare aumenta il rischio di sviluppare una fibrillazione atriale.

I ricercatori della Sun Yat-Sen University di Guangzhou (Cina) hanno utilizzato di dati dello studio ARIC (Atherosclerosis Risk in Communities) supervisionato dal National Institutes of Health americano, che ha seguito 14mila pazienti per ben 22 anni (1985-2016).

I ricercatori cinesi hanno individuato 1.900 soggetti che hanno sviluppato fibrillazione atriale (FA) nel corso dello studio e gli hanno chiesto di indicare l’assunzione giornaliera di 66 diversi prodotti alimentari, per stimare l’apporto quotidiano di carboidrati di ogni partecipante e la percentuale di calorie giornaliere derivante dai carboidrati. In media, i carboidrati rappresentavano circa la metà delle calorie consumate.

I ricercatori hanno poi diviso i partecipanti in tre gruppi, con basso, moderato e alto apporto di carboidrati. Nella dieta del primo gruppo dai carboidrati derivavano meno del 44,8% delle calorie giornaliere, nel secondo tra 44,8 e 52,4% delle calorie e più del 52,4% nel terzo.

Chi seguiva una dieta con un basso apporto di carboidrati aveva il 18% in più di probabilità di sviluppare FA rispetto a quelli con un consumo moderato di carboidrati e il 16% in più di probabilità di sviluppare AF rispetto a quelli con un’assunzione elevata di carboidrati.

“Le diete con basso introito di carboidrati – ha detto Xiaodong Zhuang, cardiologo, presentando lo studio – sono associate con un incremento del rischio di fibrillazione atriale, indipendentemente dal tipo di proteine o grassi utilizzati per rimpiazzare i carboidrati”.

Secondo gli autori diversi meccanismi possono spiegare perché la limitazione dei carboidrati può portare a FA. Innanzitutto  le persone che seguono una dieta a basso contenuto di carboidrati tendono a mangiare meno verdura, frutta e cereali, cibi che sono noti per ridurre l’infiammazione. Un’altra possibile spiegazione è che mangiare più proteine ​​e grassi al posto dei cibi ricchi di carboidrati può portare a stress ossidativo.

Infiammazione e stress ossidativo sono entrambi fattori che aumentano il rischio di fibrillazione atriale e di altre patologie cardiache.

 

 

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Giornalista professionista specializzato in editoria medico-scientifica, editor, formatore.

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