Sanità, in Lombardia tempi di attesa raddoppiati anche nelle strutture private

I tempi d’attesa per una prestazione o visita specialistica nelle strutture private accreditate dal SSN nel 2018 sono quasi raddoppiati rispetto al 2017. Un dato preoccupante considerando che si riferisce alla Lombardia, una delle Regioni italiane considerate d’eccellenza per quanto riguarda la sanità.

Il dato è evidenziato da un’indagine condotta da ANISAP Lombardia (Associazione Regionale delle Istituzioni Sanitarie Private) con i propri associati. Questi, in sintesi i tempi rilevati:

  • Visita oculistica: nel 2018 i tempi di attesa sono stati di 45-60 giorni, mentre erano di 10-30 giorni nel 2017;
  • Gastroscopia: nel 2018  tempi d’attesa di 45-60 giorni (30-45 giorni nel 2017);
  • TAC: nel 2018 tempi di attesa di 30-45 giorni (10-30 giorni nel 2017);
  • Risonanza magnetica: nel 2018 tempi di attesa di 30-45 giorni, (10-30 giorni nel 2017);
  • Mammografia: nel 2018 tempi di attesa di 30-45 giorni (10-30 giorni nel 2017);
  • Ecografia: nel 2018 tempi di attesa di 30-45 giorni (0-10 giorni nel 2017);
  • Ecocardiogramma: nel 2018 tempi di attesa di 45-60 giorni (10-30 giorni nel 2017);
  • MOC: nel 2018 tempi di attesa di 10-30 giorni (0-10 giorni nel 2017).

La causa principale dell’allungamento dei tempi di attesa, secondo le strutture sanitarie private, è la diminuzione delle risorse economiche, legata al blocco del finanziamento del SSN, che ha determinato uno squilibrio, sempre maggiore, fra la domanda e il numero di prestazioni che possono essere effettivamente erogate. Gli associati ANISAP Lombardia ritengono quindi necessario un incremento del budget assegnato alle strutture ambulatoriali private accreditate, ma anche una verifica mensile sul budget consumato dalle singole strutture, per controllare l’aderenza ai programmi.

Un altro problema rilevato riguarda l’assegnazione delle classi di priorità da parte dei Medici di Medicina Generale. Le strutture private ritengono necessaria una migliore formazione dei MMG su questo aspetto.

Infine, si rileva carenza di medici specialisti: l’assenza di programmazione dei percorsi di specializzazione ha impedito a decine di migliaia di medici laureati e abilitati di accedere alle scuole di specializzazione e di ottenere i titoli indispensabili per operare nel Servizio sanitario nazionale. Si sta quindi accumulando un ritardo nella programmazione del ricambio generazionale dei professionisti.

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