Tumore del colon, insufficiente l’adesione ai programmi di screening

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Nel 2018 il tumore del colon-retto ha colpito 1,8 milioni di persone nel mondo, occupando il terzo posto per incidenza dopo il tumore del polmone e del seno. In Italia, come negli altri paesi europei, è la seconda causa di morte e nel 2018 sono state 51.300 le nuove diagnosi di questa malattia.

Un incremento delle diagnosi del tumore del colon retto al I stadio potrebbe salvare migliaia di vite, tuttavia l’adesione ai programmi di screening italiani ed europei è ancora insufficiente. Per questo EuropaColon Italia – neonata associazione di medici e pazienti e affiliata nazionale di DICE (Digestive Cancer Europe)  ha lanciato  ColOn Action! La prevenzione del tumore al colon-retto non può aspettare!, una Call to Action alle istituzioni sanitarie e a tutti i portatori di interesse sull’importanza della prevenzione e dell’adesione agli screening. L’iniziativa,nasce in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Screening e il Gruppo Italiano Screening Colorettale (GISCoR), con il contributo non condizionante di Johnson& Johnson Medical.

Complessivamente in l’Italia viene invitato ad eseguire lo screening il 76% della popolazione target, con un’adesione al 42%

ha dichiarato Claudio D’Amario, Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute – tuttavia questo risultato insoddisfacente è soprattutto dovuto alla inadempienza delle regioni meridionali che invitano neanche il 45% della propria popolazione che, d’altra parte, aderisce per meno del 30%. Ciò a fronte di una copertura degli inviti che è del 95-96% al nord e al centro con una risposta di adesione che al nord è del 50% (standard di qualità accettabile secondo le linee-guida europee)”.

Nonostante le  raccomandazioni emanate dal 2003 dal Consiglio dei Ministri della Salute europei, secondo le quali tutti i cittadini tra i 50 e 74 anni d’età – e a partire dai 40 anni se si ha familiarità di primo grado con la malattia – dovrebbero partecipare ai programmi organizzati di screening colorettale, nella UE la partecipazione continua a rimanere scarsa, con un’adesione solo del 14% della popolazione.

“Al fine di ottenere risultati più efficaci in termini di prevenzione, – rileva Marco Zappa, Direttore Osservatorio Nazionale Screening (ONS) – è  necessario implementare la diffusione dei programmi regionali, migliorare l’informazione e ridurre i tempi di attesa per l’esecuzione degli esami diagnostici successivi.”

Giornalista professionista specializzato in editoria medico-scientifica, editor, formatore.

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