Antibiotico-resistenza e aderenza terapeutica un legame da non sottovalutare

FarmaciSi parla spesso di aderenza terapeutica nel trattamento delle patologie croniche, dove si impostano terapie continue e prolungate nel tempo, che non di rado il paziente tende ad abbandonare progressivamente, per mancanza di attenzione, per la mancanza di segni o sintomi di malattia oppure per problematiche di tipo economico. In realtà, il tema dell’aderenza terapeutica emerge anche nel trattamento di condizioni acute come le infezioni ed è strettamente legato alla piaga della farmacoresistenza, a sua volta collegata all’uso eccessivo o improprio di antibiotici.

L’OMS, che monitora molto attentamente questa tematica ha indicato l’antibiotico-resistenza come una delle maggiori minacce per la salute pubblica a causa dell’impatto epidemiologico ed economico del fenomeno.

Secondo i rilevamenti dell’EpiCentro, ente di ricerca epidemiologica per la sanità pubblica dell’Istituto Superiore di Sanità in Italia l’antibiotico-resistenza è in continua crescita dal 2015 al 2019 soprattutto per Staphyilococcus aureus (meticillina), Enterococcus faecium (vancomicina), Escherichia coli (cefalosporine di terza generazione), e Klebsiella pneumoniae (carbapenemi). I dati più recenti parlano addirittura di 10.000 morti all’anno, per infezioni da patogeni resistenti agli antibiotici, un dato peggiore rispetto agli altri paesi Europei.

Istituzioni e agenzie nazionali e sovranazionali hanno messo in opera piani dedicati per affrontare questa emergenza, ma è anche nella quotidianità del singolo paziente che si può fare qualcosa per vincere questa battaglia.

Fa specie osservare come molte regole comportamentali anti-COVID possano giovare anche al controllo della diffusione dei batteri resistenti, partendo dall’igiene delle mani, così come lo screening e l’isolamento dei pazienti infetti e/o colonizzati all’interno degli ospedali. Di fondamentale importanza sono anche l’appropriatezza prescrittiva e l’aderenza terapeutica. Prescrivere antibiotici solo quando effettivamente necessario e sottolineare l’importanza di eseguire la terapia in modo scrupoloso, evitando riduzioni di dosaggio, sospensioni anticipate e altri comportamenti scorretti, è un’iniziativa responsabile che protegge la salute non solo del singolo, ma di tutta la comunità.

Ultimo aggiornamento il 17 Dicembre 2020 di: Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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