Coronavirus e pertosse, un rischio da non sottovalutare

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera del dottor Lorenzo Bracco

In breve, io ritengo che non si sia presa in considerazione una patologia la cui concomitanza con il Coronavirus aumenta di molto le conseguenze del Coronavirus: la pertosse, la cui compresenza insieme all’infezione da Coronavirus determinerebbe una condizione ad aumentato rischio di mortalità. Poiché la popolazione infantile è coperta dal vaccino, la pertosse non è più ricercata dai pediatri e pertanto l’attenzione al pericolo di pertosse è diminuita. Ciò non significa che la pertosse non sia più presente nella popolazione rimanente, in particolare quella anziana che per motivi di età non è stata vaccinata durante l’infanzia e di solito nemmeno nell’età adulta.

Va tenuto presente che l’immunità per la pertosse, sia vaccinale che da infezione pregressa, dopo 20 anni risulta molto indebolita, per cui gli over 65 sono particolarmente esposti alla pertosse. La pertosse può avere manifestazioni variabili: si può andare da una febbre conclamata a una febbriciattola discontinua; PCR (Proteina C-Reattiva) e VES (Velocità di Eritro Sedimentazione) possono anche essere nella norma. I conati di vomito, presenti nel bambino in caso di pertosse, nell’adulto e specialmente negli anziani sono raramente presenti e possono essere semplici reflussi. La sintomatologia si manifesta con tosse, irritazione laringotracheale e reflusso gastroesofageo, che sono tutti sintomi attribuibili al reflusso a cui consegue il trattamento farmacologico per il reflusso.

Mentre anni fa ad ogni evento tussigeno e/o febbrile la somministrazione di antibiotico era di routine e avrebbe anche potuto trattare una pertosse non diagnosticata, ora l’antibiotico viene solitamente somministrato solo dietro prescrizione medica in seguito a diagnosi, che per la pertosse nell’adulto e nell’anziano è difficilmente formulabile senza l’esecuzione della sierologia per la Bordetella Pertussis. Questo purtroppo non è un esame abituale e viene richiesto molto raramente.

La mia idea è che quando il Coronavirus si sovrappone a casi di pertosse non diagnosticata negli adulti e soprattutto negli anziani (i bambini non possono avere la pertosse perché oggi sono coperti vaccinalmente, il che spiegherebbe la scarsa pericolosità del Coronavirus nell’infanzia), la sindrome dispnoica diventa tale da aumentare la necessità di intubazione e da aumentare gli esiti fatali.

Come risultato di quanto detto sopra ho formulato un protocollo.

Protocollo Bracco:

  1. Effettuare la sierologia per la pertosse a tutti coloro che risultino avere il tampone positivo al Coronavirus e, se la suddetta sierologia risulta suggestiva per una pertosse in atto, trattare immediatamente la pertosse.
  2. A scopo preventivo per evitare le complicanze in caso di eventuale infezione da Coronavirus, vaccinare per la PERTOSSE tutta la popolazione over 65.

Auspicando che il mio apporto sia di utilità in questa emergenza sanitaria resto a disposizione e porgo i miei migliori saluti.

Lorenzo Bracco

 

Ultimo aggiornamento il 30 Marzo 2020 di: Alessandro Visca

Pierpaolo Benini

Giornalista pubblicista, fotografo, webmaster.

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