Effetto pandemia, più attenzione alla salute e maggior fiducia nei medici

L’indagine

La pandemia ha creato negli italiani una maggiore coscienza dell’importanza della tutela della salute e ha rafforzato la fiducia in medici e operatori sanitari. Lo rivela una ricerca dell’Istituto Ipsos MORI, commissionata da GSK Consumer Healthcare.

L’indagine è stata sviluppata in quattro Paesi (Spagna, Germania, UK e Italia) con il coinvolgimento di circa 4.000 persone, di età compresa tra i 16 ed i 75 anni, nel periodo tra il 29 maggio e il 1 giugno 2020.

Gli italiani (79%) sono tra i più propensi, insieme agli spagnoli 80%, a prendere precauzioni extra per ridurre al minimo o eliminare la trasmissione di malattie che potrebbero avere, e ad effettuare delle scelte in ottica di prevenzione, come dimostra l’intenzione per il 47% degli intervistati di assumere più vitamine o minerali per aiutare a rafforzare il proprio sistema immunitario. Il 75% degli italiani ha affermato che essere responsabili per la propria salute è anche importante per non gravare sul sistema sanitario nazionale. Inoltre il 62% degli italiani ha sviluppato una migliore comprensione di ciò che ha un impatto sulla propria salute ed il 69% ha oggi maggiori probabilità di considerare la salute nel proprio processo decisionale quotidiano.  In caso di caso di problemi di salute come raffreddore e influenza, dolori articolari, mal di testa, rush cutaneo la maggioranza degli intervistati si rivolgerebbe in prima battuta al medico di medicina generale e al farmacista, solo il 5% si affida alle informazioni presenti on line.

Il commento

di Danilo Mazzacane
Segretario Generale Cisl Medici Lombardia

Le nuove epidemie sono state oggetto di interesse per una ristretta nicchia di esperti, ma non sono state formulate previsioni sul rischio di insorgenza di nuove malattie infettive, nonostante fossero presenti alcuni segnali rilevanti. Gli eventi epidemici, insoliti e catastrofici, comportano pressioni sulle società, evidenziando tensioni non altrimenti visibili.

L’analisi sociale permette di riportare alla luce i veri valori umani, anche se l’orientamento prevalente è quello di cercare di individuare le responsabilità dei singoli, mentre si amplificano le divisioni sociali. I governi esercitano il loro ruolo con autorità e con interventi restrittivi di salute pubblica che alimentano il conflitto sociale e talvolta non mantengono le promesse attese.

La realtà emergente dalle esperienze del passato remoto e recente evidenziano comunque la ferma volontà dei professionisti della salute di prendersi cura dei malati, mettendo a rischio se stessi, anche senza avere a disposizione indicazioni e dispositivi di sicurezza adeguati.

Un dato saliente che ci ha “regalato” il Covid-19 è costituito dalla maggiore attenzione dedicata dalle persone alla propria salute, con un senso di consapevolezza e responsabilità insoliti, oltre ad un ritrovato riconoscimento del ruolo del medico e degli operatori sanitari. Lo conferma l’indagine Ipsos Mori, realizzata su indicazione di Gsk Consumer Healthcare .

Il primo interlocutore da consultare per problemi di salute per due terzi degli intervistati ritorna ad essere il medico, accantonando il ricorso telematico a dr. Google. Addirittura il 75% del campione testato, ha espresso il desiderio, non solo di rafforzare l’alleanza con i medici e gli operatori sanitari, ma anche di cercare soluzioni atte a migliorare la qualità di vita per ridurre l’impatto economico sul sistema sanitario.

O stress della pandemia quindi ha evidenziato gli aspetti positivi e quelli negativi del nostro Sistema Sanitario, quali una separazione anche amministrativa tra i servizi territoriali e le strutture ospedaliere, la necessità di disporre di una valida medicina di prossimità territoriale, una integrazione socio-sanitaria mai pienamente realizzata, un maggiore riconoscimento dei bisogni dei pazienti e del ruolo dei medici e degli operatori sanitari.

Una soluzione potrebbe essere la realizzazione di equipe multiprofessionali per una concezione multidimensionale della salute, considerando anche gli aspetti psicologici, sociali, familiari e lavorativi, intesi come identificativi del valore di ogni singolo individuo. Questo percorso virtuoso può influenzare positivamente il decorso della malattia, rendendo efficace la terapia medica e magari favorire la guarigione o almeno alleviare la sofferenza.

Per trasformare queste proposte in realtà occorre però un maggiore dialogo tra le istituzioni e gli operatori sanitari, che devono disporre dei migliori strumenti per poter operare in serenità e sicurezza.

Una conferma del valore del sistema sanitario italiano di tipo universalistico, giunge da un recente editoriale pubblicato sul New York Times da Paul Krugman, premio Nobel per l’Economia nel 2008, che elogia l’Italia come modello positivo per la gestione dell’emergenza Coronavirus, evidenziando all’opposto i cattivi risultati ottenuti negli Stati Uniti dall’amministrazione del Presidente Donald Trump.

Ultimo aggiornamento il 31 Luglio 2020 di: Pierpaolo Benini

Danilo Mazzacane

Medico specialista in Oftalmologia ed in Idrologia Medica, oculista ambulatoriale presso le ASST di Pavia e Melegnano e Martesana con incarico di responsabile di branca.

Segretario Generale Regionale Cisl Medici Lombardia, Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti dell'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Milano.

Segretario e fondatore della Società Scientifica GOAL (Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi ). Consigliere della Società Scientifica AIMO (Associazione Italiana Medici Oculisti ).

Revisore dei conti della Società Scientifica SIOL (Società Italiana Oftalmologia Legale )
Vicepresidente della Commissione Difesa Vista. Vicepresidente dello IAPB Lombardia (Agenzia Internazionale Prevenzione Cecità).
Autore di numerosi articoli e pubblicazioni scientifiche e organizzatore, relatore e chairman di numerosi eventi scientifici.